Sei in Archivio

Spettacoli

Film recensioni - Nella casa

20 aprile 2013, 21:44

Film recensioni - Nella casa

Lara Ampollini

Un maestro, un allievo. Un possibile romanzo di formazione. Ma anche, soprattutto, una riflessione sulla creazione, che sia letteratura o cinema o altro. Non è nuovissimo lo spunto di Ozon di mettere in scena una narrazione in divenire che ha poi effetti sulla realtà che racconta. Qui quella di uno studente di un liceo francese, col talento per la letteratura, che prende a raccontare nei suoi temi la vita della famiglia borghese di un suo compagno, in cui si è introdotto strumentalmente. La cosa affascina il suo insegnante, lo strepitoso Luchini, e tramite lui sua moglie. Insieme, seguono i racconti del ragazzo che poco a poco entra in intimità con la famiglia del compagno, fino a insidiarne la madre (Seigner). Ma il piano del racconto, delle fantasie e della realtà finiscono per collassare uno sull’altro, con conseguenze disastrose  nelle vite di tutti. Paradossalmente, nonostante tutto questo ‘stare addosso’ alla famiglia ‘nella casa’, il film è anche una denuncia di quanto l’elaborazione intellettuale, il nostro bisogno di storie non abbia molto a che fare con la vita vera. Perché a nutrire il narratore, spesso, non è la forza del vero ma il suo stesso esercizio del narrare, fonte di potere seduttivo nei confronti del suo pubblico. Specularmente, per lo spettatore/lettore, la forza attrattiva della narrazione esula dall’interesse per l’anima dei personaggi narrati. Ecco il punto, la narrazione come bisogno primario per una società che non sa più attingere alla verità delle cose. Siamo dalle parti di Bunuel, Chabrol, Haneke, anche se può non sembrare. Esilarante la satira sull’arte contemporanea, sul marketing ‘narrativo’ che la sa impacchettare per bene. Deliziose le lezioni del prof. Luchini sulla letteratura, uno che pilota il suo allievo verso l’ambizione, gli consente di vampirizzare i suoi personaggi, ma non gli pone mai la domanda giusta ‘che cosa veramente vuoi dire’. Per questo, forse, al film manca la capacità di far dimenticare il gioco intellettuale che mette in scena. Se Ozon voleva rappresentare la mancanza d’anima di chi fa cinema, letteratura, arte oggi è un genio. Noi, per l’ironica pena che suscita Luchini nell’ultima scena, bella, crudele citazione de ‘La finestra sul cortile’, anche a scapito di un rapimento dei sensi, propendiamo per questa ipotesi.

NELLA CASA (Dans la maison)
REGIA: FRANÇOIS OZON
SCENEGGIATURA: FRANÇOIS OZON, DALLA PIÈCE TEATRAL DI JUAN MAYORGA ‘IL RAGAZZO DELL’ULTIMO BANCO’
INTERPRETI:
FABRICE LUCHINI, ERNST UMHAUER, KRISTIN SCOTT-THOMAS, EMMANUELLE SEIGNER, BASTIEN UGHETTO
GENERE:
DRAMMATICO
 Francia 2012, colore, durata 105’
DOVE:
ASTRA
GIUDIZIO: ?????