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Napolitano rieletto Presidente della Repubblica. E' il primo bis nella storia del Quirinale

20 aprile 2013, 20:26

Napolitano rieletto Presidente della Repubblica. E' il primo bis nella storia del Quirinale

Giorgio Napolitano ha superato il quorum dei 504 voti ed è stato rieletto presidente della Repubblica. Allo scattare del quorum un lunghissimo applauso dall’emiciclo, mentre a piazza di Montecitorio la piazza M5s ha cominciato a fischiare.

«Buffoni, buffoni»: alcuni Grandi elettori così si sono rivolti agli esponenti del M5S che sono rimasti seduti senza applaudire durante la standing ovation dell’Aula della Camera per la rielezione del Capo dello Stato.

 «Giorgio Napolitano rieletto presidente dell’Italia». Così, nel giro di pochi minuti, la rielezione al Colle di Napolitano irrompe come 'breaking news' sui principali siti d’informazione mondiali: dalla tedesca Bild agli spagnoli El Mundo ed El Pais, dalla britannica Bbc fino ai francesi Le Figaro e Liberation.

Primo bis - Giorgio Napolitano è il primo presidente della Repubblica in carica ad essere rieletto al Quirinale. Alla scadenza di ogni settennato, l’idea di lasciare sul Colle più alto l’inquilino di turno si è sempre manifestata; eppure il 'bis' al Quirinale fino ad ora non era riuscito mai a nessuno.

Pagliari - "Ho appena votato Giorgio Napolitano, che ringrazio per la disponibilità: ne esalta la sensibilità istituzionale, e sono contento, nelle condizioni date, della scelta. Il Presidente ha prestigio interno e internazionale, ha dimostrato grandi capacità di, forte senso della legalità, ed è soprattutto un garantista vero. Certo il problema sono le “condizioni date”, cioè la situazione creatasi a causa delle tensioni interne al Pd. Riuscirà questa elezione a creare le premesse per superarle? E' condizione necessaria, ma non sufficiente. Qualcosa di più si capirà con il voto di fiducia sul governo, che il Presidente manderà sicuramente alle camere. Se il governo di scopo del Presidente (altro governo non è possibile) otterrà la fiducia, allora ci sarà un lasso di tempo, non lungo, per il congresso e la ripartenza possibile. Diversamente, ci saranno le elezioni, con tutti i pericoli connessi per il Pd nel pre e nel post elezioni, sul cui esito – soprattutto se celebrate a breve – non può esserci, purtroppo, dubbio. Una ultima chiosa. Grillo sarà in Piazza Montecitorio per gridare contro il colpo di stato, e lo farà fianco a fianco con i militanti di Forza Nuova. Colpo di stato? Quale? Il suo? Avremmo dovuto votare il candidato di questo leader, che evoca fantasmi del passato più triste e le cui parole spiegano il rapporto con FN e Casa Pound? Il prof. Rodotà è persona eccelsa ma, a mio modesto parere, avrebbe dovuto chiarire ed evidenziare la sua distanza oceanica con questa impostazione e caratterizzarsi come candidato totalmente autonomo e disgiunto da Grillo".

Maestri - Ho detto no a Franco Marini per non arrestare la richiesta di cambiamento, ho coltivato il grande sogno di Romano Prodi presidente della Repubblica e ho fatto parte, dopo la vergogna dei 101 traditori, di chi ha cercato di rendere concreta l’opzione Rodotà.
Oggi, di fronte al rischio di nuovi ed estenuanti giochini sulla pelle del Paese, ho scelto di votare la riconferma di Giorgio Napolitano, cui va il mio grazie per essersi reso disponibile a risolvere una crisi come mai aveva visto la Repubblica.
Ho apprezzato Napolitano come presidente nel settennato precedente, e so che sarà garanzia contro ogni tentativo di deriva antidemocratica che si presenterà, da qualsiasi parte provenga.
Ma non posso dire che oggi abbiamo il presidente di cambiamento che tutti ci aspettavamo con Prodi, solo venerdì scorso. Abbiamo eletto un presidente che dovrà gestire la fase acuta della crisi economica e politica, senza il respiro di un intero mandato. Un limite, credo, cui fa contrappeso, però, la straordinaria forza di Napolitano di mettere a fuoco la strada per risolvere le emergenze nazionali. In tempi rapidi partirà un governo di scopo, cui Napolitano affiderà riforme radicali, specie in materia di lavoro. Con una precisazione doverosa: se il nuovo Governo andrà contro il programma e i nostri principi, la fiducia sarà messa in discussione.
Ora, tanto si parla di Rodotà, ma occorre estrema chiarezza: Grillo lo ha usato come grimaldello per montare la polemica tra i nostri elettori, ma non ha mai voluto realmente condividere questa candidatura. Lo abbiamo visto ieri: non c’erano i numeri per una convergenza massiccia del Pd su questa figura, men che meno dopo le urla di Grillo in piazza a Udine, poche ore dopo la caduta di Prodi. Poi, stamane, il placet autorevole di Matteo Renzi all’ipotesi di un Napolitano bis ha chiuso la partita.
Un’ultima cosa: la carica dei 101 indegni che hanno fermato la candidatura di Prodi ha senza dubbio aperto un’autostrada al Movimento 5 Stelle, ma è agghiacciante il modo col quale Grillo ha usato la parola Golpe, annunciando una nuova marcia su Roma. Per cosa? Per contestare un risultato sgradito, ma buonissimo per la propaganda. Perché questo Grillo ha fatto nei tre giorni “presidenziali”: propaganda. Spero che Rodotà se ne sia reso conto.
 

ARCHIVIO TG PARMA - Le visite di Napolitano a Parma
 

 

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