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Parma

"Occhi tra le foglie": un'epopea tra Parma, Lunigiana e Cornovaglia

21 aprile 2013, 20:57

Giuseppe Marchetti

Giacomo Pinelli, milanese, che dirige a Parma per la Fedelo's  Editrice la collana di narrativa, vi pubblica il suo terzo romanzo  «Occhi tra le foglie»: un romanzo intenso e complesso nel quale  l'ironia, i sentimenti e le analisi psicologiche si congiungono in  un groviglio spesso lucidamente offerto di  tremori e timori.  «Occhi tra le foglie», annuncia il risvolto di copertina, è «un'epopea famigliare ambientata tra Parma, la Lunigiana e la Cornovaglia. Racconta la guerra, la fame, il desiderio di vendetta».  Questo il concetto. Ma il tutto deve poi filtrare attraverso i  caratteri dei personaggi e le parole: caratteri e parole che Pinelli  usa affidandosi ad una narrazione svelta, arrischiata in avanti e  debitamente  radicata ai temi profondi di un sentire umano che  da lui viene gestito come un vero e proprio racconto intimo.  Racconto d'amore e di guerra. I due estremi si toccano. I personaggi che li impersonano si toccano, si amano e si perdono. La  storia poi li unisce in un tragico avvenire che ha nomi e cognomi,  e luoghi e volti. Giovanni Lazzeroni, Silvia, Giampiero, Amedeo il  figlio che Lisetta mise al mondo dopo lo stupro subito da un  partigiano, si muovono e agiscono dentro una materia narrativa  in continua mutazione, che dal passato riaffiora come un delitto  impunito e nel presente affonda come una insopportabile vergogna. E' singolare il modo con il quale Pinelli alterna il ricordo e  la cronaca: il primo sentito come un peso, la seconda come una  condanna: «E dovevo ringraziare Giovanni, il vecchio tremolante, sofferente totem che avrei volentieri ignorato se non fosse  entrato nella mia vita per vie traverse, col suo fardello di passato».
C'è anche Parma, in questo denso romanzo, c'è la libreria  Battei e c'è, sempre in ombra ma fermentante, la memoria delle  «situazioni complicate» delle quali il romanzo è l'esperimento  più acuto e contemporaneamente più contraddittorio. Tuttavia,  però, un esperimento valido, che ci testimonia dell'acuta ostinazione con la quale Pinelli esamina particolari su particolari,  oggetti, viaggi e parole. Talvolta, anche troppe in un dialogo che  rischia, a volte,  d'apparire sovreccitato e convenzionale. Ma non è facile  trovare sempre le parole giuste, lo sappiamo.

? Occhi tra le foglie
    Fedelo's, pag. 254, € 13,50

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