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Al Romagnosi gemellaggio tra Parma e Sarajevo

21 aprile 2013, 13:40

Al Romagnosi gemellaggio tra Parma e Sarajevo

Beppe Facchini

Dopo due anni di ospitalità ricevuta dall’istituto San Giuseppe di Sarajevo, il liceo classico Romagnosi di Parma ricambia la cortesia e la prossima settimana si prepara ad accogliere 37 studenti bosniaci. È stata presentata ieri mattina, infatti, l’iniziativa «Parma-Sarajevo con ritorno», una sorta di gemellaggio fra Italia e Bosnia con l’istituto presieduto da Guido Campanini in prima linea.
La capitale del Paese balcanico, città cosmopolita per eccellenza nel panorama europeo, rappresenta un crocevia storico tra mondo occidentale ed orientale. Inoltre, dall’assassinio dell’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando nel 1914, che sancì l’inizio della prima guerra mondiale, al conflitto terribile degli anni Novanta, che portò alla definitiva dissoluzione della Jugoslavia, Sarajevo ha giocato un ruolo fondamentale (purtroppo in negativo) nei principali conflitti del XIX secolo. Nonostante i momenti difficili, la città non ha perso quel fascino che la rende un «simbolo del Novecento», come l’ha definita don Enrico Rizzi, che assieme alla professoressa Rosanna Greci, è tra i principali organizzatori dello scambio culturale.
«Sarajevo è una città dalla quale si riparte con tanti interrogativi - ha aggiunto quest’ultima - lasciando nei visitatori la voglia di tornarci per conoscerla ancora meglio». I due docenti del Romagnosi parlano per esperienza diretta, avendo accompagnato i primi studenti del liceo nei viaggi in Bosnia tra il 2011 ed il 2012. Il prossimo anno ci torneranno con altre due classi, ma adesso la necessità è ricambiare l’ospitalità ricevuta precedentemente, facendo da «ciceroni» per una settimana ai 37 studenti bosniaci in giro per Parma ed il suo territorio provinciale. Oltre che alle bellezze del capoluogo, sono previste visite alla Reggia di Colorno, al Castello di Torrechiara e in altri comuni parmensi, ma non mancheranno, ovviamente, momenti di confronto, come l’incontro di lunedì col vescovo della diocesi monsignor Enrico Solmi o quello in programma venerdì al Forum Interreligioso.
Questa iniziativa è stata possibile anche grazie al contributo della stessa diocesi di Parma, del Gruppo Bosnia dell’Azione Cattolica, della Fondazione «Filippo Bassignani», dell’Istituto Missionari saveriani, di alcune parrocchie, del Comune di Felino e della Fondazione «Querini Stampalia» di Venezia, dove sabato 27 aprile terminerà il tour italiano dei 37 ospiti bosniaci.