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Grillo corregge il tiro su Napolitano: "Golpe? Intendevo un golpettino furbo"

21 aprile 2013, 19:14

Grillo corregge il tiro su Napolitano:

Il giorno dopo la rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale, Beppe Grillo corregge il tiro, dopo aver parlato di «golpe». Grillo ha incontrato la stampa a Roma con i capigruppo e i parlamentari del Movimento 5 stelle.
«L'hanno fatta grossa!», sono state le prime parole di Grillo, che ha puntualizzato: «Ieri ho detto “golpe”, ma intendevo “golpettino istituzionale furbo”, giocato sulla semantica», ha detto Beppe Grillo in conferenza stampa riferendosi alla rielezione di Napolitano alla presidenza della Repubblica. «Ieri sera potevo venire in piazza, non ho paura, ma avevo paura che la mia presenza potesse» favorire «la violenza. Io non voglio entrare in questi giri».
Commentando l'elezione, Grillo ha detto: «Questi stanno rubando un anno di tempo. Non so se se lo possono permettere. Ieri l’applauso a Napolitano era verso di loro, era un applauso di scherno per dire: "non ce l'avete fatta". E poi sono usciti tutti, con le loro auto blu». Poi critiche al Pier Luigi Bersani, segretario dimissionario del Partito Democratico: «Quando ci siamo incontrati, Bersani non ci ha chiesto collaborazione, ci ha chiesto i voti: ha fatto scouting». Ad una collaborazione «noi ci abbiamo pensato: abbiamo detto "diamo un segnale forte di sinistra: rinunciamo ai contributi elettorali" e loro hanno detto no». 
Secondo Beppe Grillo, «Rodotà sarebbe stato un presidente che garantisce tutti gli italiani, di destra e di sinistra: invece serve un presidente che garantisce il culo giudiziario a Berlusconi e a salvare il Mps».
Il leader del movimento fa notare che «tutti ci fanno metà prezzo perché siamo 5 stelle. Uno ci dà il prosciutto, l’altro il camper a metà prezzo». Indicando il capogruppo al Senato Vito Crimi, seduto a fianco a lui, Grillo ha aggiunto: «Lui sta in un albergo con altre due persone a 38 euro al giorno e va a lavorare in autobus. Eppure sono i grillini che creano ingovernabilità».

GRILLO VA ALLA MANIFESTAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE, GRIDA «ARRENDETEVI» E SE NE VA: «COLPA DEI GIORNALISTI». Beppe Grillo è salito sopra la sua auto, a ridosso di piazza Santi Apostoli, dove non è riuscito a entrare per la troppa folla, ha salutato dicendo «arrendetevi» e poi se n'è andato via in auto.
Tanta la delusione in piazza da parte degli attivisti del Movimento 5 Stelle, che non sono riusciti a salutare Beppe Grillo costretto a lasciare la piazza per la troppa ressa. «Beppe torna in piazza», hanno commentato alcuni attivisti. La folla, circa 500 persone, si è riversata verso piazza Venezia, dove il traffico è stato momentaneamente rallentato.
Alcuni manifestanti attaccano giornalisti e reporter per non aver consentito loro di poter incontrare Beppe Grillo, bloccato soprattutto dalla ressa di reporter e militanti. «Non vi è bastata la conferenza stampa di oggi pomeriggio?», chiedono ironici alcuni attivisti ai giornalisti in piazza.
Poco dopo su Facebook lo stesso Grillo ha incolpato i cronisti: «Nonostante una conferenza stampa di due ore sono stato assalito da giornalisti che mi hanno impedito il passaggio e non ho potuto incontrare i cittadini». La stessa versione era stata fornita dagli organizzatori; la piazza concessa al M5S per l’iniziativa di oggi tuttavia è molto angusta e senza un’adeguata organizzazione con un palco e delle transenne per passare è oggettivamente difficile la circolazione delle persone.

POLEMICHE SULL'ORGANIZZAZIONE, IL M5S CHIEDE SCUSA. Prima le polemiche sulla scelta di piazza Santi Apostoli, troppo piccola per ospitare la manifestazione M5S e l’arrivo di Beppe Grillo, poi l’arrivo al Colosseo dove la folla dei manifestanti si è ritrovata senza saper più cosa fare. Il gruppo di manifestanti si raduna un pò polemico sotto l’Arco di Costantino e chiede di proseguire per il Quirinale. «Vi chiediamo scusa per questa manifestazione perché per motivi tecnici non è stato possibile portarla fino in fondo», cerca di spiegare alla folla Alessio Villarosa, che insieme agli altri deputati sale su un muretto per cercare di calmare i più agitati. Interviene anche Alessandro di battista: «Al di là degli errori organizzativi ora andare al Quirinale non ha senso: noi siamo una forza democratica».
Sullo sfondo appare una polemica sotterranea tra l'organizzazione nazionale e quella del movimento romano, che si sarebbe occupato di prenotare piazza Santi Apostoli per la manifestazione di oggi.

 

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