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Parma

Guido Barilla intervistato su Rai3, fra i ricordi del padre Pietro e i problemi dell'alimentazione

21 aprile 2013, 23:42

Guido Barilla intervistato su Rai3, fra i ricordi del padre Pietro e i problemi dell'alimentazione

Pietro Barilla che gioca con i figli, la gestione dell'azienda, i problemi legati alla nutrizione, le prospettive dell'Italia e dell'Europa: è un'intervista a tutto campo quella che Guido Barilla ha rilasciato stasera a Fabio Fazio a "Che tempo che fa" su Rai3.

L'intervista si apre con un ricordo personale di Guido Barilla: il padre Pietro che gioca con il figlio e imita uno scimmione.
Poi si passa a parlare dell'azienda e della gestione. La parte più difficile: «Anche nei momenti più complessi bisogna tenere duro, non ci si può lasciare andare. La responsabilità dell'azienda per noi è molto importante».
Fazio chiede poi se esista il rischio della «tentazione della finanza», citando Pietro Barilla e la vendita dell'azienda. Il presidente spiega come andò: «Mio padre vendette per una serie di fatti che avvennero in quel periodo. A metà degli anni '60 lui e il fratello costruirono uno stabilimento importante, che costò quasi il doppio di quanto preventivato. E dopo tanti anni, fra i due fratelli si creò un po' di ruggine e decisero di vendere per cause di forza maggiore». Dopo alcuni anni però Pietro Barilla ricomprò l'azienda: «Visse otto anni in grande difficoltà - spiega Guido Barilla - perché sentiva di aver tradito suo padre e la storia di quelli che avevano costruito l'azienda».

Rispetto al padre, Guido Barilla dice di essere diversissimo: «Io vivo in un periodo drammaticamente diverso dal suo. Lui ha vissuto due guerre, due ricostruzioni... Io sono nato alla fine degli anni '50. La mia è una personalità forgiata dalla vita in modo diverso da lui. Non mi sento di dire di essere così forte come lui. Penso di riuscire a interpretare delle differenze che per lui erano più complesse».
Fabio Fazio porta poi il discorso sui costi del cibo e sui problemi legati agli eccessi. Fa notare che un caffè costa quanto cinque piatti di pasta: «Il cibo costa pochissimo - sottolinea l'intervistato -. Le persone hanno perso la coscienza del valore del cibo». Barilla spiega che sul prezzo della pasta il costo del grano incide per il 60%, poi critica il fatto che i consumatori scelgano solo in base a promozioni e prezzi al ribasso perché in questo modo perdono di vista il valore della qualità.

Il conduttore cita una frase di Carlo Petrini (Slow Food): «Mangiare meno, mangiare meglio». Per Guido Barilla, la frase «racchiude la cultura degli alimenti: oggi si mangia troppo e troppi cibi scadenti». Nel mondo le cifre legate ai problemi alimentari sono impressionanti: 36 milioni di persone che muoiono ogni anno per carenza di cibo e 29 milioni di persone che perdono la vita per eccesso di cibo. E poi oltre un miliardo di persone che non hanno un accesso sufficiente al cibo. Per non parlare del fatto che a volte il cibo finisce nella spazzatura.

Sono tanti, insomma, i problemi da affrontare. «Io comincerei dall'acqua - dice Guido Barilla -. E' di gran lunga la risorsa di cui siamo più carenti. I nostri acquedotti perdono più del 30% dell'acqua potabile ogni giorno: sono numeri drammatici».
Tornando a parlare di finanza, Barilla non nasconde che nel suo settore questo mondo pesa «tantissimo. Ci sono aziende finanziarie che lavorano su questi strumenti in modo estremamente profittevole».
Pensando al futuro dei nostri Paesi e dell'economia, Guido Barilla risponde così a Fazio: «Vedo l'Europa in profondissima crisi, con risposte molto incerte. Mi preoccupa di più quello che sta a monte: una profonda crisi ideologica, crisi di valori».
C'è poi una domanda sul capitalismo: Monti lo ha definito debole perché assistito. Guido Barilla  spiega il suo punto di vista: «Il Paese è stato molto vicino a poche e selezionate aziende e si è dimenticato di svolgere una profonda cultura imprenditoriale. C'è stato profondo assistenzialismo per alcune aziende e alcuni settori».

Per finire, ancora una domanda personale: qual è la cosa più importante che gli ha insegnato suo padre? «Essere orgoglioso della propria identità».

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