Sei in Archivio

Gazzettascuola

La forza della musica contro l'orrore dei lager

21 aprile 2013, 19:42

La forza della musica contro l'orrore dei lager

Vittorio Rotolo

Un viaggio può essere raccontato in mille modi. Ma quando ti ritrovi a descrivere un campo di concentramento, più che le stesse parole a prevalere sono le emozioni. Che ti porti dentro a vita. Per condividere  insieme agli altri compagni di scuola l’esperienza del viaggio della memoria, vissuta nel gennaio scorso tra Praga ed il vicino lager di Terezìn, dieci  alunni del liceo scientifico Bertolucci si sono affidati alla musica, ma soprattutto alle poesie e ai disegni.
A quell’immenso patrimonio figurativo e letterario, cioè, frutto della creatività nella quale i piccoli ebrei, internati in quella fortezza, si rifugiavano per dare voce alla propria paura ed alla speranza. Nell’aula Magna dell’Ipsia Primo Levi, ed accompagnati dal coro «Le ali» dell’istituto comprensivo di Sorbolo, diretto da Alhambra Superchi, i ragazzi del Bertolucci hanno raccontato la «loro» Terezìn miscelando, in un sapiente gioco di suoni ed immagini, sentimenti personali e collettivi ai pensieri di quei bimbi deportati.
Parole forti,  racchiuse in una poesia che rivela in tutta la sua drammaticità l’orrore del lager; oppure linee, figure e colori che esprimono l’angoscia, ma talvolta anche la nostalgia di un passato felice. Terribilmente lontano. «Terezìn fu il simbolo della menzogna ed è sconvolgente pensare come questo campo fosse stato descritto in maniera idilliaca dai nazisti - afferma Francesco Quaretti, studente del Bertolucci -: visitandolo, abbiamo sofferto silenziosamente, ognuno ritirandosi nella propria interiorità».
«A me è rimasto  impresso il disegno di una bambina - racconta un’altra studentessa, Carmen Di Martino -: una stanza del lager con un’enorme finestra spalancata, con vista sul mare e sulle colline. Un’immagine che ho interpretato come la proiezione di un desiderio. Visitare Terezìn è stato toccante e ci ha resi senz’altro più forti».
Insieme  a Teresa Paciariello e Fabrizio Quaretti, gli insegnanti del liceo Bertolucci e dell’istituto comprensivo di Sorbolo che hanno curato la rappresentazione, all’Ipsia Levi era presente anche il direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Parma, Marco Minardi.
«Questo momento rappresenta un ulteriore passaggio legato alla trasmissione della memoria, acquisita attraverso un’esperienza formativa - ha detto -: un’opera che dobbiamo portare avanti. Specialmente oggi che tanti di quelli che hanno vissuto l’esperienza della guerra non ci sono più».

© RIPRODUZIONE RISERVATA