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Sicurezza stradale, in un film i consigli per i giovani

21 aprile 2013, 13:40

Sicurezza stradale, in un film i consigli per i giovani

 Un film di quelli che ti incollano alla poltrona, scene realistiche di vita quotidiana,  le storie di alcuni ragazzi normali: le cui vite però, e basta un secondo, non saranno più come quelle di prima. Si chiama «Young Europe» ed è la pellicola di Matteo Vicino che è stata presentato l'altro giorno all’auditorium del «Bodoni» nell'ambito del progetto Icaro, una campagna di sicurezza stradale promossa dalla polizia stradale insieme ai ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Istruzione.

«Si tratta di un film che trasmette un messaggio importante ai giovani che troppo spesso sono le vittime degli incidenti stradali», ha sottolineato il comandante della polizia stradale Eugenio Amorosa che ha fatto gli onori di casa davanti ad una folta rappresentanza di studenti e alle autorità civili e militari cittadine. 
«E' importante che i giovani imparino dai propri errori - ha sottolineato Gianfranco Cervellin, primario del Pronto soccorso del Maggiore presente all'evento - ma è altrettanto importante che siano consapevoli che questi errori, quando si guida, possono avere conseguenze gravissime». 
Le stesse che sperimentano i protagonisti del film, tre ragazzi di diverse città europee, che si trovano a fare i conti con un destino che li condizionerà per sempre. E che in qualche modo è dovuto a loro scelte sbagliate.
«Quando si è alla guida bastano pochi secondi per rischiare di distruggere la propria esistenza o quella di altre persone - ha proseguito Amorosa. - L'altro messaggio importante  di questa iniziativa riguarda la figura del poliziotto. I giovani devono percepire che l'agente in divisa non ha la funzione di  controllare severamente o reprimere ma piuttosto di aiutare. E' importante che si attui un cambiamento di   mentalità: il poliziotto non è chi ti sanziona se sbagli ma piuttosto chi ti affianca e spesso corre in tuo soccorso».
Lo stesso concetto che è alla base del progetto che è giunto quest'anno alla tredicesima edizione e che ha visto la proiezione della pellicola in ottanta città italiane coinvolgendo, complessivamente, circa cinquantamila studenti. 
A Parma hanno partecipato gli allievi di diversi istituti che hanno seguito con molta attenzione l'incontro moderato dal giornalista Rai, Luca Ponzi. 
«A volte non si pensa a ciò che sta facendo, per leggerezza o per disattenzione - ha commentato alla fine dell'incontro un ragazzo. - Poi ci si ritrova a fare i conti con drammi assurdi e si vorrebbe tornare indietro nel tempo. Ma la vita è come il tempo: e non si può fare nulla. E non torna». 

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