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Provincia-Emilia

Una rete sociale per le famiglie con minori a Traversetolo

21 aprile 2013, 22:21

Una rete sociale per le famiglie con minori a Traversetolo

Bianca Maria Sarti

Una donna straniera, vittima di un marito violento, ha ritrovato in un paio di anni la serenità e l’autonomia e adesso può continuare a lavorare contando sul trasporto scolastico e il doposcuola per il proprio bambino. È solo una delle tante piccole storie quotidiane di famiglie di Traversetolo che, grazie a una rete di assistenza, consolidatasi negli anni, trovano talvolta il loro insperato lieto fine.
Sono ben 198 i nuclei familiari presi in carico nel 2012 dal Servizio sociale minori: i minori assistiti sono stati in tutto 365. Un numero altissimo che si spiega sia con l’aumento dell’immigrazione e dei fattori di crisi, sia con il buon funzionamento della «rete» sociale che intercetta capillarmente le situazioni di disagio.
Per garantire questa intensità di intervento, l’Azienda Pedemontana Sociale ha previsto per il 2013 un impegno economico a favore delle famiglie con minori a Traversetolo pari a circa 350 mila euro. «Nonostante i tagli subiti dagli enti locali - ha sottolineato l’assessore ai Servizi sociali, Gabriella Ghirardini - nel nostro comune sono stati mantenuti tutti i servizi alla persona, in costante incremento per l’aumento della durata della vita, l’affermarsi di nuovi modelli familiari e di ruoli femminili diversificati, l’aumento dell’immigrazione, della disoccupazione e dell’impoverimento».
Poi l'assessore ha aggiunto: «Si dovranno adottare, ad ogni livello, approcci innovativi al welfare coinvolgendo istituzioni, cittadini, famiglie, terzo settore e mondo produttivo, integrando gestione pubblica e privata. Traversetolo, in questo senso, fa da modello potendo contare da anni su una “rete” di attori istituzionali e privati che concorrono al benessere comune. Mi riferisco, ad esempio, alla Parrocchia, alla Caritas, alla scuola, alle forze dell’ordine, alle cooperative sociali e al volontariato, in particolare a contatto per i ragazzi disabili, al circolo “La Rondine”, al “Girotondo”, “Adelante” e a tanti altri. Il coordinamento dell’Azienda Pedemontana Sociale, poi, potenzia ogni intervento».
Lo scorso anno una giovane madre italiana, rimasta sola, dipendeva dagli aiuti della Caritas ed è riuscita a riemergere dalla povertà, salvando proprio figlio dal disagio giovanile grazie ai percorsi educativi, alle «famiglie accoglienti» e al counselling psicologico.
«Sono tanti e diversificati - ha spiegato ancora l'assessore ai Servizi sociali, Gabriella Ghirardini - i servizi messi a disposizione solo di chi ne ha davvero bisogno. Si è scelto di non risparmiare sui servizi sociali ma di garantire continuità agli interventi per mantenerne l’efficacia».