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Parma

Pd a rischio scissione. Parola d'ordine "Rinnovamento"

22 aprile 2013, 18:07

Pd a rischio scissione. Parola d'ordine

Francesco Bandini
Terminato il calvario che per il Partito democratico ha rappresentato l'elezione del presidente della Repubblica, tutti i nodi vengono al pettine. Il congresso nazionale - come pure quelli locali - sembra ora più vicino e, con esso, la resa dei conti finale, all'interno di un soggetto politico lacerato da divisioni e tradimenti (così li ha definiti lo stesso Bersani riferendosi ai franchi tiratori che hanno affossato Prodi). Anche a livello locale la riflessione è già iniziata, tanto che già per domani è in programma una segreteria del Pd cittadino e in settimana dovrebbe esserci un'assemblea provinciale. E se da una parte tutti auspicano che il partito regga alle spinte scissioniste e sappia operare un profondo rinnovamento al proprio interno, dall'altro fioccano le critiche alla gestione di tutta la partita del dopo elezioni, e non mancano le censure rispetto a una classe dirigente nazionale ritenuta da qualcuno gravemente responsabile di una situazione caotica e di una perdita di credibilità.
Dall'onorevole Patrizia Maestri arriva un appello: «Usiamo molto la testa e il cuore e meno la pancia, perché altrimenti si rischia di essere distruttivi». Detto questo, la deputata riconosce che «si impone una riflessione radicale: è chiaro che il partito a questo punto deve fermarsi e prendere atto che è successo qualcosa di molto grave e che bisogna ricominciare, mettendo in campo quei valori condivisi che erano alla base della nascita del Pd. Chi non ha votato Prodi ha rotto quel patto e ora occorre fare chiarezza».
«La vicenda dell'elezione del presidente della Repubblica è stata un pessimo passaggio, che spero non sia un passaggio irreversibile verso una scissione». Così il senatore Giorgio Pagliari, che si dichiara comunque ottimista sulla tenuta del Pd: «Credo che ci siano i margini per una ripartenza, anche se di sicuro è necessaria una modifica del modo di interpretare le differenti opinioni: se queste non vengono colte come elementi per definire una linea comune ma come motivo di contrapposizione, il processo è difficilmente arrestabile». ......L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola