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Provincia-Emilia

Ambiente, l'assessore regionale: "Attenzione all'impatto degli impianti eolici". E cita Albareto

23 aprile 2013, 16:17

Ambiente, l'assessore regionale:

Serve una «costante attenzione agli impatti degli impianti eolici industriali», perchè il Piano energetico regionale «stabilisce con chiarezza che la produzione da fonte eolica non è prioritaria per l'Emilia-Romagna proprio per la consapevolezza, dati alla mano, che il nostro territorio spesso non è sufficientemente ventoso». E «non solo la pianura ma anche il crinale appenninico. Così l’assessore all’Ambiente, Sabrina Freda, in una nota. 

 I «dati a consuntivo che giungono dagli impianti realizzati - spiega – soprattutto per quelli più grandi, sono infatti deludenti»: le «ore effettive di produzione risultano essere spesso meno della metà rispetto ai minimi indicati dalla legge regionale». E mette i puntini sulle 'ì a «chi tenta di interpretare diversamente» i dati: «Deve essere quindi garantita – avverte – una notevole produttività a fronte di un impatto ambientale e paesaggistico comunque certo».  L'esortazione è anche in vista di nuovi progetti: «Abbiamo visto in questi giorni con il passaggio delle enormi pale nel Comune parmense di Albareto per arrivare all’impianto toscano di Zeri che tipo di danno portano impianti così sproporzionati e impattanti per aree naturalisticamente delicate e importanti. Sono dovuti intervenire Consiglio di Stato e poi Carabinieri e Polizia Forestale per bloccare la troppa fretta di aziende coinvolte in importanti indagini di mafia, a caccia di incentivi in scadenza e che nulla si preoccupano delle esigenze delle popolazioni. Un cantiere che proseguiva addirittura di notte nonostante lo stop della magistratura, dopo aver devastato boschi e strade con metodi che si commentano da soli».  «Il Consiglio di Stato – sottolinea l’assessore – ha messo la parola fine a qualsiasi 'mercanteggiamentò possibile sulle compensazioni ambientali, che non vanno intese come una risorsa economica da destinare a piacere, ma appunto una mitigazione dei danni che la Conferenza dei Servizi Regionale (e solo in quella sede!) programma per ridurre l’impatto».  «L'attenzione dell’assessorato regionale all’Ambiente - ribadisce – è quindi altissima per i progetti in fase di approvazione, come ad esempio quello presentato per il Passo del Santa Donna tra Borgo Val di Taro e Bardi (Parma), dove sono ben nove le pale da 150 metri previste, dopo che in Regione era stato presentato solo un anno fa dalla stessa ditta e per lo stesso luogo un progetto da tre pale e che aveva visto gli uffici competenti richiedere ben 46 integrazioni e chiarimenti».  Tra le zone interessate, anche la Val Vona e la Val Noveglia che «sono a livello regionale le valli con la più alta densità di agriturismi e bed & breakfast’', anche in borghi storici. Impianti «così sproporzionati e impattanti sarebbero incompatibili con quelle esemplari realtà».  C'è poi il problema della salute: «Se da un lato non sono ancora certificati in Italia i possibili danni di suoni e soprattutto degli infrasuoni, va ricordato che in altri Paesi la cosiddetta 'Sindrome da pala eolicà è scientificamente accertata e di conseguenza la realizzazione degli impianti prevede vincoli molto più stringenti, soprattutto per quanto riguarda la distanza da qualsiasi casa abitata o da allevamenti e stalle. Nel dubbio deve prevalere prima di tutto la cautela».