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Provincia-Emilia

Colorno: "Non eravamo preparati a questo tipo d'emergenza"

24 aprile 2013, 01:34

Colorno:

Cristian Calestani

«L’impegno è stato massimo, come sempre, su tutti i fronti. Ma, se il metodo di lavoro in caso di piene di torrenti e fiumi è ormai collaudato, dovremo invece impostare meglio gli interventi da compiere nel caso di fenomeni di precipitazioni intense come quelle del weekend».
 Ammette che non tutto è stato organizzato al meglio il sindaco di Colorno Michela Canova per fronteggiare la «bomba d’acqua» e che, nell’immediato futuro, sarà bene oliare i meccanismi per agire al meglio in caso di fenomeni atmosferici simili.
 «Malgrado la disponibilità e il massimo impegno dei volontari della Protezione civile e dei dipendenti del Comune – spiega il sindaco – è emersa qualche difficoltà. Innanzitutto perché molti volontari hanno dovuto fronteggiare disagi dovuti agli allagamenti nelle loro abitazioni e poi perché si è pagato lo scotto anche di un impegno di forze già massiccio in montagna per contrastare l’avanzata delle frane. E’ quindi accaduto che i sacchetti di sabbia in alcuni casi siano arrivati un po’ in ritardo o che sia stato complicato recuperare le pompe idrovore. C’è stata insomma un po’ di disorganizzazione malgrado la completa disponibilità e dedizione dei volontari e dei tecnici presenti».
Il sindaco auspica così nell’immediato futuro un confronto con la Protezione civile dell’Unione Bassa Est e con il gruppo di Torrile per strutturare meglio le modalità di intervento nel caso di fenomeni simili alla «bomba d’acqua» del weekend.
«L’eccezionalità del fenomeno è stata notevole – ha concluso il sindaco -, ma servono anche alcune indicazioni e punti di riferimento chiari sul come sapersi muovere per evitare ulteriori problemi. L’obiettivo deve essere quello di predisporre un sistema di organizzazione degli interventi simile a quello che scatta puntualmente in occasione delle emergenze idrauliche “classiche” di Colorno legate alle piene del torrente Parma e del fiume Po».