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Provincia-Emilia

Il Tar ha annullato la delibera della Comunità Montana su Tiedoli

23 aprile 2013, 22:35

Il Tar ha annullato la delibera della Comunità Montana su Tiedoli

Franco Brugnoli
Il consigliere di minoranza della Comunità Montana Ovest, Costantino Monteverdi, annuncia che il 18 aprile scorso è stata pronunciata una sentenza del Tribunale amministrativo regionale per l'Emilia Romagna, sezione staccata di Parma (sezione prima), con la quale è stata annullata una deliberazione del consiglio dell’ente comprensoriale del 22 novembre 2012 (la numero 84), con la quale la giunta della Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno ha approvato gli schemi della transazione e del nuovo contratto, da concludere con la Oppimitti Costruzioni Srl, per quanto concerne la vertenza riguardante l’impianto di preselezione di Tiedoli, nel comune di Borgotaro.
«Il Tar - ha spiegato Monteverdi - ha definito la cosa impossibile, in quanto si tratta della cessione di un bene non disponibile, ovvero l’impianto di pre-trattamento rifiuti di proprietà dell’ente, sito in località Tiedoli, per cui sono stati annullati tutti gli atti emessi dalla giunta. In altre parole questa transazione ha comportato il passaggio dal preselettore alla ditta Oppimitti, quando questo non era un bene disponibile. E’ molto curioso, per non dire impensabile - ha proseguito Monteverdi -, che un ente non sappia quali sono i suoi beni disponibili. Eppure questa cosa è stata scritta prima in giunta, poi in consiglio e infine di fronte al notaio. Ed ora la sentenza di qualche giorno fa che dice, appunto, che tutti gli atti sono nulli. Sotto il profilo politico amministrativo, mi sembra una notizia abbastanza eclatante».
Questa sera si terrà il consiglio della Comunità Montana «e questo punto (visti i tempi) non è stato posto all’ordine del giorno, ma penso - ha, infine, puntualizzato Monteverdi - che se ne parlerà ugualmente, dato che ci si aspetta una presa di posizione ed una doverosa serie di chiarimenti da parte della Comunità Montana, anche perché è giusto che pure la cittadinanza ne sia a conoscenza».