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Arte-Cultura

Les fleurs animées come satira sociale

23 aprile 2013, 23:41

 «LaJean Ignace Isidore Gérard, detto Grandville, «l’artista che, dopo Dio, fece vivere tutto, parlare e camminare», come riporta il suo epitaffio, è proposto in una piccola ma interessante mostra a cura di Carlo Pioli al Museo Glauco Lombardi, all’interno della rassegna «Parma color viola»(aperta fino al 28 aprile). Trattando dei fiori, tanto amati nelle corti del XIX secolo e specialmente nel ducato dell’austriaca Maria Luigia, non vi è espressione più significativa di una temperie culturale del libro «Les fleurs animées» di Grandville. Al museo abbiamo le riproduzioni in grande formato delle celebri illustrazioni (52 litografie acquerellate prestate da Aboca Museum di Sansepolcro) dove i fiori divengono graziose fanciulle o eleganti gentiluomini, nello stile tipico dell’artista, noto per la sua abilità di raffinato caricaturista e soprattutto per la sagace creazione di figure antropomorfe. Così possiamo ammirare alcuni preziosi volumi tra i quali «Autre monde», «La vie privée et publique des animaux» dove l’animazione e la personificazione servono a mettere in risalto i vizi e i vezzi degli individui come nella favolistica antica. Grandville non si limitò ad animalizzare gli uomini o ad umanizzare le bestie e i fiori, ma persino le stelle, nel raro e raffinatissimo «Les étoiles». Questo modo di fare satira sociale, rappresentando la realtà con l’artificio della personificazione e della caratterizzazione, così da creare corrispondenze tra l’indole o l’atteggiamento di qualcuno e il fiore, la stella, l’animale, era anche un divertissement particolarmente apprezzato all’epoca e un piacevole gioco creativo. Grandville (1803-1847), contemporaneo di Maria Luigia, ha bene interpretato le esigenze dei tempi, con un’abilità rara che l’ha fatto amare dai surrealisti e dai tanti caricaturisti o narratori – si pensi a Collodi nel gatto e la volpe di Pinocchio, ad esempio - che poi nel tempo hanno ripercorso le sue tracce. La tradizione era antichissima – dalle mitiche metamorfosi alla famosa mandragola medievale degli erbari, ai bestiari, alle favole di Esopo – ed è da lui stata portata agli estremi, facendo appunto «vivere tutto». 

Qui anche le nostre violette, timide dame dal profumo indimenticabile. Manuela Bartolotti
 

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