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Parma

WWF: "Frane e allagamenti: colpa dello sfruttamento del territorio"

23 aprile 2013, 17:55

COMUNICATO

Dopo le frane in montagna, anche la pianura parmense deve fare nuovamente i conti con esondazioni e allagamenti. “Cambiano le aree coinvolte in modo più diretto, ma il rischio idrogeologico si può ormai considerare generalizzato in buona parte del nostro territorio”, afferma il Presidente Rolando Cervi. Allo stesso modo è generalizzato nella pianura parmense l'enorme aumento delle superfici urbanizzate, più che triplicate negli ultimi trent'anni, al quale non ha corrisposto un adeguato rafforzamento della rete scolante. Il cemento e l'asfalto hanno consentito grandi rendite ai privati, mentre i costi sono come al solito a carico della collettività.

Oggi ci sarebbero tutti gli elementi conoscitivi per cambiare rotta e passare dal vecchio sviluppo basato sullo sfruttamento del territorio ad un nuovo sviluppo basato sul restauro del paesaggio e sull'adattamento ai grandi cambiamenti del clima, che ci attendono ancora più incisivi nei prossimi decenni. Ma molti decisori locali sembrano più ancorati a schemi del passato, che proiettati nel futuro. Il caso più eclatante è l'ostinazione con cui la Provincia continua a sostenere non solo il progetto autostradale della Tirreno-Brennero, desinato a terminare a Trecasali, ma anche altre strade inutili, come la variante di Viarolo, la complanare di Ronco Campocanneto e la tangenziale di Fontevivo, per un importo di 15 milioni di Euro.

La stessa Ti-BRE, 11 km di autostrada che costeranno un incremento del pedaggio autostradale del 7,5% annuo per 8 anni agli utenti dell'Autocisa (già la terza più cara d'Italia), oltre che la perdita di 40 ettari di suolo agricolo, resterà un monumento allo spreco e all'inutilità, anche sotto il profilo viabilistico. Con le risorse per la sua realizzazione si potrebbe mettere in sicurezza buona parte del nostro appennino, mentre con il costo equivalente a un chilometro si potrebbero sistemare più di 200 chilometri di canali.

Si tratta quindi di scelte politiche sbagliate per l'ambiente, gravose in termini economici per le famiglie e superate come soluzioni per lo sviluppo economico. Sono concetti ormai largamente condivisa da buona parte dell'opinione pubblica, che anche per questo non ha più fiducia nella classe politica al governo negli ultimi anni.

Il WWF lancia quindi un appello a tutti gli amministratori coinvolti, per rivedere le scelte sbagliate in termini di pianificazione e ridestinare di conseguenza le risorse disponibili, verso una cura della terra, anziché verso la sua distruzione.