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Economia

Export, serve una cabina di regia

24 aprile 2013, 22:13

L'Italia può generare oltre 145 miliardi di euro di export aggiuntivi nel triennio 2013-15, raggiungendo, dagli attuali 473, quota 620 miliardi. Ma per farlo è necessaria una maggiore flessibilità da parte delle aziende, una minore frammentarietà delle proposte e un’autorevole cabina di regia unitaria. Questo, insieme all’attivazione di sistemi di aggregazione delle imprese, ad azioni di tutela del made in Italy e all’incentivazione all’assunzione di giovani professionisti dedicati ai mercati esteri, è il solo modo che abbiamo per poter puntare a un’ulteriore incremento dell’incidenza dell’export sul Pil, oggi pari al 28% (mentre in Germania raggiunge già il 50%). «La sfida dei mercati esteri. Una scelta strategica per le Pmi» si è parlato nel corso di un convegno organizzato dal Marketing Club alla Camera di Commercio di Parma. Dopo l'introduzione de presidente Riccardo Carelli è Renato Gaeta, consigliere Federmanager-Parma e consulente di Networking, a illustrare le prospettive del Piano Nazionale Export 2013-2015: esportazioni per un valore che superi i 600 miliardi. L'Italia ha un grande potenziale da sfruttare nei tre maggiori settori: alimentazione, arredamento e moda. 

L’esperto sottolinea inoltre l'incapacità delle nostre imprese di fare squadra e la mancanza di strategie nazionali, ad esempio voli quotidiani diretti con la Cina, infrastrutture portuali e aeroportuali che agevolino gli scambi commerciali. Per approcciare e affermarsi sui mercati esteri raccomanda poi Stefano Giovanzani, presidente Quality Food Solutions, occorre essere pazienti «a volte bisogna seminare per degli anni, non basta dire vado». 
Sono seguite tre case history: Gabriele Lusignani, direttore operativo di Guala Closures (che fa il 90% del fatturato all’estero), ha messo in evidenza l’importanza dell’innovazione. Alberto Volpe, direttore del consorzio «Italia del gusto» ha sottolineato il ruolo e le opportunità offerte dai consorzi fra imprese. Filippo Corsello, direttore mercati esteri di Mutti spa, ha parlato «di una focalizzazione sui paesi di tipo flessibile: abbiamo una visione ad ampio raggio per non perdere le diverse opportunità.A.D.G.

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