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Economia

Dal 1977 persi 1,4 mln di posti. Consumi, giù pure i discount

25 aprile 2013, 17:29

ROMA - In 35 anni il tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno è raddoppiato. E in tutta Italia le persone in cerca di lavoro sono cresciute di 1,4 milioni. Ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono i giovani. In Italia la quota di under 25 senza posto tocca il record storico assoluto, la percentuale più alta dal 1977. L'Italia, scossa dall’accavallarsi delle recessioni, ha perso i progressi fatti con fatica nell’arco di decenni.
A mettere a confronto il 2012 con il 1977, due fotografie del mondo del lavoro italiano a distanza di una generazione, è l'Istat. L’Istituto nazionale di statistica colma i «vuoti» che prima rendevano comparabili i dati solo sino al 1992. Così sono stati rivisti tutti i record negativi. Ecco che il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) con il 35,3% rilevato nel 2012 segna il livello più alto mai registrato. Insomma, tra le forze lavoro, quasi quattro giovani su dieci sono a caccia di un impiego, erano solo due su dieci nel lontano '77. E il dato peggiora se si guarda al Sud, dove il tasso dei ragazzi in cerca di un posto è al 46,9%.
L'unica nota positiva riguarda la rivoluzione femminile: oggi, rispetto al 1977, ci sono 3,3 milioni di lavoratrici in più, assunte soprattutto nel terziario come dipendenti. D’altra parte l’industria e l’agricoltura negli anni hanno impiegato sempre meno persone. Tra i lavoratori maschi, però, l’occupazione è scesa e così alla fine il tasso complessivo è del 56,8%, cresciuto di soli 3 punti rispetto a oltre 30 anni fa.
La crescita delle lavoratrici ha contribuito alla riduzione dell’inattività, ovvero la condizione di chi non lavora né è in cerca, arrivata sempre nel 2012 ai minimi. Ma questa contrazione ha finito per pesare sulla disoccupazione, con i senza lavoro saliti da 1,34 milioni a 2,74.

Consumi Sempre l'Istat ieri ha fotografato un dato più recente, ma non meno drammatico: il calo dei consumi di febbraio. Le vendite al dettaglio hanno segnato un’ulteriore caduta, -4,8% rispetto a un anno fa, con l'alimentare in calo del 4,0%. Si tratta dell’ottava flessione tendenziale consecutiva, la più forte da aprile 2012. E la flessione, seppure lieve (-0,1% su base annua), coinvolge anche i discount: la rete distributiva a prezzi concorrenziale aveva finora retto alla crisi dei consumi, costituendo luogo di rifugio per le famiglie a caccia di risparmio.   Il calo delle vendite è comunque più marcato per i piccoli negozi (-6,0%) rispetto alla grande distribuzione (-3,5%). Il confronto annuo segnala una diminuzione provocata non solo del caduta dei prodotti alimentari ma anche del ribasso, ancora più forte, rilevato per il non food (-5,3%).

Produttività Tornando al lavoro, ieri  è stato firmato l'accordo unitario, con l’ok anche della Cgil, per l’attuazione del decreto sulla detassazione del salario di produttività, che prevede l’agevolazione fiscale al 10% su tale retribuzione (da straordinari a premi), sulla base di contratti aziendali o territoriali. Lo scorso novembre, la Cgil non firmò l’accordo sulla produttività tra governo e parti sociali a Palazzo Chigi non condividendone «alcuni punti». Il decreto fissa per quest’anno a 40 mila euro (innalzandolo dai precedenti 30 mila) il tetto di reddito annuo a cui viene applicata la tassazione agevolata al 10% e a 2.500 euro lordi (6.000 lo scorso anno) l’ammontare massimo detassabile per ogni lavoratore.

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