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Italia-Mondo

Grillo: "Con la nomina di Letta il 25 aprile è morto. Evitiamo di celebrarlo"

25 aprile 2013, 19:44

Grillo:

Beppe Grillo attacca sulla Festa della Liberazione facendo polemica su Enrico Letta: «Con la nomina a presidente del Consiglio di un membro di Bilderberg il 25 aprile è morto». e Se «il 25 aprile è morto», allora «oggi evitiamo di parlarne, di celebrarlo, restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti. Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere». Parole che hanno scatenato le polemiche politiche e la reazione dei partigiani. 

LE CRITICHE DI GRILLO ALLA POLITICA DI OGGI, CHE “UCCIDE” IL 25 APRILE. «Nella nomina a presidente del Consiglio di un membro del Bilderberg il 25 aprile è morto, nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento il 25 aprile è morto - è scritto sul sito di Grillo - nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano il 25 aprile è morto, nella dittatura dei partiti il 25 aprile è morto, nell’informazione corrotta il 25 aprile è morto, nel tradimento della Costituzione il 25 aprile è morto, nell’inciucio tra il pdl e il pdmenoelle il 25 aprile è morto, nella rielezione di Napolitano e il passaggio di fatto a una Repubblica presidenziale il 25 aprile è morto, nell’abbraccio tra Bersani e Alfano il 25 aprile è morto, nella mancata elezione di Rodotà il 25 aprile è morto, nella resurrezione di Amato, il tesoriere di Bottino Craxi, il 25 aprile è morto, nei disoccupati, nelle fabbriche che chiudono, nei tagli alla Scuola e alla Sanità il 25 aprile è morto, nei riti ruffiani e falsi che oggi si celebrano in suo nome il 25 aprile è morto – prosegue il blog - nel grande saccheggio impunito del Monte dei Paschi di Siena il 25 aprile è morto, nel debito pubblico colossale dovuto agli sprechi e ai privilegi dei politici il 25 aprile è morto, nei piduisti che infestano il Parlamento e la nazione il 25
aprile è morto, nelle ingerenze straniere il 25 aprile è morto, nella perdita della nostra sovranità monetaria, politica, territoriale il 25 aprile è morto, nella mancata elezione di Rodotà il 25 aprile è morto, nella Repubblica nelle mani di Berlusconi, 77 anni, e Napolitano, 88 anni, il 25 aprile è morto, nei processi mai celebrati allo "statista" Berlusconi il 25 aprile è morto, nella trattativa Stato - mafia i cui responsabili non sono stati giudicati dopo vent'anni il 25 aprile è morto, nel milione e mezzo di giovani emigrati in questi anni per mancanza di lavoro il 25 aprile è morto, nell’indifferenza di troppi italiani che avranno presto un brusco risveglio il 25 aprile è morto. Oggi evitiamo di parlarne, di celebrarlo, restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti. Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere».

I PARTIGIANI: «GRILLO DEVE CAPIRE CHE L'UNICA STRADA E' LA DEMOCRAZIA». Si dicono feriti e offesi i partigiani della Brigata Stella Rossa, che combatteva sull'Appennino bolognese intorno a Marzabotto, dopo le parole di Beppe Grillo sul 25 Aprile.
Riccardo Lolli, 89 anni, è il più vecchio partigiano della Brigata Stella Rossa e, come ogni anno, trascorre il suo 25 Aprile al parco di Monte Sole di Marzabotto per raccontare ai giovani cosa è stata la Resistenza. «Queste parole - ha detto Lolli - mi hanno fatto molto effetto, se c'è un mezzo morto quello è lui con i suoi che lo seguono. Grillo e i suoi devono capire che l’unica strada da seguire è quella della democrazia».
Rincara la dose Franco Fontana, altro reduce della Brigata Stella Rossa: «La botte dà il vino che ha - ha detto Fontana -. Grillo non arriverà mai da nessuna parte perché i suoi sono solo voti di protesta. Per me, più che un pagliaccio è un dittatore, se qualcuno dei suoi sgarra lo caccia subito. Le parole che ha detto sul 25 Aprile mi hanno toccato nel vivo».

LE CRITICHE DI BONACCINI (PD EMILIA-ROMAGNA). «Se Grillo può sparlare anche del 25 aprile, è perché c'è stato un 25 aprile»: lo ha scritto su Twitter il segretario regionale del Pd dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.
Il sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, ha invitato Grillo a visitare i luoghi del parco di Monte Sole, che ricordano la strage di Marzabotto: «Se Grillo oggi veniva al parco di Monte Sole poteva vedere l’Italia vera, visitare questo luogo gli sarebbe utile. Noi accogliamo tutti, purché siano antifascisti, e questa cosa vale ovviamente anche per Grillo».

M5S SUL PALCO A REGGIO EMILIA: «QUI CONTRO L'INCIUCIO». Sul palco delle celebrazioni del 25 aprile a Reggio Emilia, accanto al presidente dell’Anci e sindaco della città Graziano Delrio, c'erano anche le due parlamentari del Movimento 5 Stelle di Reggio, Maria Edera Spadoni (deputato) e Maria Mussini (senatore).
«Siamo qui contro il governo dell’inciucio, la nuova resistenza siamo noi», ha spiegato la senatrice Mussini a chi le chiedeva perchè partecipavano alla celebrazione nonostante le critiche di Grillo al 25 aprile. «I nuovi partigiani siamo noi. Non in quanto parlamentari ma come cittadini che vogliono partecipare», ha aggiunto. Sul palco erano presenti anche l’ex deputato Pierluigi Castagnetti del Pd, il deputato Pd Vanna Iori, i consiglieri regionali Giuseppe Pagani e Rita Moriconi.