Sei in Archivio

Provincia-Emilia

Sorbolo è un paese sotto choc

25 aprile 2013, 21:52

Sorbolo è un paese sotto choc

Chiara De Carli

Da martedì sera, in paese, non si parla che della sparatoria del Bar Noris di via Gramsci. Per ragioni ancora da chiarire, attorno alle 18 Antonio Muto, operaio quarantenne, è entrato nel locale, ha estratto una pistola, l’ha puntata contro la nuca di Antonio La Penna e ha fatto fuoco uccidendolo sul colpo. Tra lo choc e le grida degli avventori del bar, Muto ha quindi rivolto l’arma contro la barista e ha sparato altre due volte.
Due minuti di follia su cui è calato il sipario a pochi metri di distanza: l’uomo è stato arrestato dai carabinieri mentre si trovava nell’androne di un condominio poco distante dal bar. Il grave fatto di sangue ha particolarmente turbato la tranquilla cittadina della Bassa dove ieri, a mente fredda, la gente si chiedeva cosa sarebbe potuto succedere se Antonio Muto, una volta uscito in strada dopo aver compiuto l’omicidio e ferito gravemente la barista, avesse sparato all’impazzata su chi si trovava a passeggiare nel centro del paese.
Visto il bel tempo, arrivato dopo giorni di pioggia, erano infatti diverse le persone che si trovavano nelle vicinanze del Bar Noris, situato a pochi passi dalla piazza centrale. «E' stata davvero una scena da far west: una cosa mai vista» commentavano i sorbolesi ieri mattina. Tanta paura tra la gente ma anche tanta incredulità, soprattutto per chi conosceva La Penna. «Mi sembrava un bravo ragazzo – dice Lorena Barbieri -. Non credo all’ipotesi del delitto passionale». Anche Maria Nicoli non riesce a dare una spiegazione a quanto successo: «Lo conoscevo ed era una persona tranquilla. Non so per cosa possano avere litigato, ma non credo sia per soldi». Intanto ieri mattina i giornalai sono stati presi d’assalto dai sorbolesi, come confermano le titolari dell’edicola Savioli. «Vendite record oggi – dicono Orietta e Raffaella -. C'è chi cerca qualche dettaglio aggiuntivo sulla vicenda e chi vuole vedere i volti delle persone coinvolte». Solo una la foto disponibile fino a ieri: quella di Antonio La Penna. «Non conosco nessuno dei due – dice Galliano Boriani -. Non ho idea di quale possa essere il movente ma certo questa non è una bella pubblicità per Sorbolo».
Concorde Claudio Guatelli: «C'era già stata una sparatoria in paese ma era stata durante una rapina: è diverso». Dispiaciuto per la barista, attualmente ricoverata in rianimazione all’ospedale Maggiore di Parma, è Maurizio Ceci che commenta la sparatoria come «un caso isolato. Forse un regolamento di conti per faccende loro». «Cose loro» è anche l’ipotesi di movente per Claudio Boccaletti che, al momento della sparatoria si trovava in centro. E se tanti sono stati i curiosi che sono andati immediatamente a vedere cos'era successo, altrettanti sono quelli che sono scappati in casa. Vanni Zanichelli era al parco con il nipotino e, dopo aver sentito che c'era un uomo armato in paese, ha preferito andare via in tutta fretta. Spaventata invece Anna Sablone: «non si vive più tranquilli nemmeno qua» è il suo commento. «L'unico motivo a cui posso pensare è che l’assassino sia impazzito improvvisamente. Conoscevo di vista La Penna e mi sembrava una persona molto normale» dice Sergio Lazzaretti.