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Il vino

Vinitaly 2013: bilancio positivo alla faccia della crisi

25 aprile 2013, 19:10

Vinitaly 2013: bilancio positivo alla faccia della crisi

Andrea Grignaffini

A ripensarci ci torna in mente il celebre motivetto satirico interpretato da Rodolfo de Angelis nel 1933, il cui titolo era, beffardamente, «Ma cos’è questa crisi».
Ottant’anni dopo quelle note incalzanti e quel timbro sbruffone e dolente, la canzone ci torna in mente giacché la nostra idea di crisi economica, quella odierna ça va sans dire, ha vacillato pericolosamente di fronte a questa edizione del Vinitaly, una manifestazione festosa e sfarzosa che è stata anche il susseguirsi di eventi che hanno portato gli stessi produttori a brindare a loro volta, al vino e a se stessi.
Gli ingressi parlano chiaro, testimoni di un aumento del 10% rispetto al 2010, hanno ribadito che questo preciso ambito della tanto travagliata economia italiana non solo funziona ma anzi, di anno in anno sembra accrescere il suo livello di incisività, sia economica che culturale.
Del resto, già Albert Einstein era convinto che la crisi fosse più un’occasione, che un limite, quando scriveva per esempio che essa «può essere una vera benedizione per ogni uomo e per ogni nazione, perché tutte le crisi portano progressi. La creatività nasce dalle difficoltà [...]. È dalle crisi che scaturiscono inventiva, scoperte e grandi strategie». 
Ed è quanto confermano gli audaci del mondo del vino, realtà che hanno assecondato la corrente e l’hanno cavalcata, trasformandola in un’onda di possibilità ulteriori. Come ha fatto un’azienda bergamasca che ha deciso di punteggiare il suo spumante di piccoli bagliori luccicanti, ovvero impalpabili schegge d’oro, che hanno attirato gli occhi più curiosi come fossero stati quelli delle gazze ladre. Ma tra i vari stand dei padiglioni delle macroaree regionali del Vinitaly 2013, decisamente da annoverare la scelta del gruppo Torreggiani, che ha presentato bottiglie trattate in nano ceramica, ovvero la stessa tecnologia utilizzata per i rivestimenti delle navicelle Space Shuttle o delle sonde spaziali, tanto per intenderci, al fine di aumentare le qualità del vetro, adesso isolato dai raggi Uva e Uvb e incrementato nella sua resistenza termica.
Oltre a questi gioielli di microtecnologia, si è distinto in termini di attenzione dedicatagli il vino invecchiato per 12 mesi a 60 metri di profondità marine, come lo spumante «Abissi» dell’azienda Bisson, di Chiavar di cui già scrivemmo.
Ma in questa rosa di opportunità enoiche, c’è anche chi ha riscoperto antiche tecniche di coltivazione risalenti ai Celti, o ancora chi ha deciso di ripulire le antiche anfore di terracotta al fine di usarle come contenitori privilegiati di affinamento, seguendo antichissime tradizioni caucasiche.
Ogni novità di questo Vinitaly dianzi trascorso è stata premiata, per cui torniamo a citare   Einstein, che concludeva il suo discorso sulla positività della crisi dicendo che «chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. Senza crisi non c’è  sfida, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.[...]».

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