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Provincia-Emilia

Di nuovo pioggia Allerta frane in Appennino

26 aprile 2013, 18:35

Di nuovo pioggia Allerta frane in Appennino

Maltempo in arrivo al Nord. Il Dipartimento della Protezione civile ha emesso un avviso meteo: fin dalle prime ore di domani (sabato 27 aprile) sono previste precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, su Piemonte, Emilia-Romagna, in estensione, nel corso della giornata, a Veneto e Friuli-Venezia Giulia. I fenomeni potranno dar luogo a rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

La pioggia può aggravare il problema delle frane che sta flagellando l'Appennino. La Protezione civile è in allerta, come rivela il sindaco di Berceto Luigi Lucchi, con un intervento via e-mail:


Signor direttore,
                           come Sindaco, sul mio cellulare, è appena arrivato, dalla Protezione Civile Provinciale, sempre molto solerte e organizzata, l’sms che mi “ordina” di stare all’erta per la previsione di piogge e temporali nelle prossime ore e giornate. E’ la n. 84 del 2013. In pratica quasi un’allerta al giorno. Questo numero (84) di allerte, in 116 giorni, dimostra come sia ingiusto lasciarci  da soli a sobbarcarci i problemi di un clima eccezionale. 116 giorni di brutto tempo con forti nevicate, vetroghiaccio, acquazzoni, temporali, bombe d’acqua che hanno messo in ginocchio tutto l’Appennino parmense e distrutto Comuni come Tizzano e l’alta Val Parma. Continuano ad arrivare lo stato d’allerta ma nessuna dichiarazione di stato d’emergenza che il Governo, anche senza dotazioni finanziaria visto la situazione dei conti pubblici, comunque utilissima, poteva fare già da tempo e almeno nella sua ultima seduta del 24 aprile.  Questa insensibilità del Governo mi fa indignare. Tutti dovrebbero indignarsi. E’ come essere a terra, malconci, e ricevere un calcio nello stomaco da un passante, o ancor peggio  da un “amico” che passa guardingo. L’indignazione non è sufficiente e non può essere l’unica “arma” di un amministratore pubblico. Abbiamo delle responsabilità verso i nostri concittadini, verso gli imprenditori in difficoltà, verso i giovani che debbono raggiungere le scuole, i pendolari che debbono arrivare al lavoro in orario e a quanti hanno perso abitazioni, fabbricati e terreni. Proprio per questo chiedo al Presidente della Provincia di “capeggiare” una “marcia” di tutti i Sindaci, con la fascia dell’autorevolezza accordata con il voto, verso il Palazzo del Governo (la Prefettura) per un’azione di protesta, sgomento, da far arrivare forte e chiara al Ministro, al Governo, al Parlamento. Non possono abbandonarci e ricordarci solo con le cartelle esattoriali. Questa insensibilità, ignavia del Governo, dimostra, indirettamente, come sia lontana la Regione dai veri problemi del territorio e quanto conti poco, in definitiva, il nostro Presidente Errani che ha chiesto, inascoltato, lo stato d’emergenza il 5 aprile. Ho sempre sostenuto l’importanza delle Province ma adesso, con questa ulteriore dimostrazione che ogni altro Ente è lontano e vuole essere lontano dal territorio, non sarebbe il caso, mi chiedo, di proporre a gran voce la riduzione, se non soppressione delle Regioni che macinano, forse senza costrutto, miliardi ogni anno per autoreferenziarsi, lasciando le vecchie e care Province che sono a un tiro di schioppo da ogni Comune e ben conoscono i nostri problemi e hanno dimostrato, anche in questo momento, d’esserci vicine?
Luigi Lucchi

In una dichiarazione diffusa dall'agenzia Ansa, inoltre, Lucchi chiede espressamente le dimissioni di Errani: «Se il presidente della Regione (Vasco Errani, governatore dell’Emilia-Romagna), con il ruolo importante che riveste, non è riuscito a ottenere lo stato di emergenza allora deve dimettersi. L'Appennino è in ginocchio, tutte le istituzioni locali hanno fatto il loro dovere e tutto quanto era possibile per aiutarci, ma non è bastato. C'è stata un’azione corale e solitamente questo serve a produrre gli effetti desiderati, invece le nostre richieste non sono state ascoltate dal Governo perché qualcuno non ha svolto il proprio compito come doveva. I cittadini si sentono abbandonati - conclude Lucchi - e questo ha un’influenza non indifferente dal punto di vista psicologico. Sentiamo di aver ricevuto un calcio dal Governo proprio quando avevamo bisogno di una carezza».

(foto d'archivio)