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Parma

E ieri sera assemblea infuocata dei Democratici

28 aprile 2013, 00:51

E ieri sera assemblea infuocata dei Democratici

Quando prende la parola, dà fuoco alle polveri. «Tutto ci saremmo aspettati, ma non di finire fra le braccia di Berlusconi», esordisce Carla Mantelli, segretaria cittadina del Pd, nelle primissime battute dell’assemblea che ieri sera ha riunito tutti i big del partito e decine di militanti all’hotel San Marco.
Quella della Mantelli è una dura requisitoria nei confronti del gruppo dirigente dei democratici, «incapace di lanciare un messaggio chiaro in campagna elettorale», incapace di affrontare il «dogmatismo» dei 5 Stelle, per non parlare della gestione dell’elezione del presidente della Repubblica.
«Solo un gruppo dirigente scollegato dalla realtà poteva pensare che quello di Marini fosse un nome capace di unire», mentre per quanto riguarda l’affondamento di Prodi, parla di «faciloneria e supponenza sconcertante». Racconta le ore convulse che anticiparono la riconferma di Napolitano, il neo senatore Giorgio Pagliari, descrivendo le spaccature sul nome di Marini prima, e su quello di Prodi poi: «Abbiamo avuto solo due ore per discutere dell’elezione del presidente della Repubblica. Ho percepito il nervosismo di molti, per essere stati lasciati ai margini di un processo».
Al presidente dell’assemblea provinciale del Pd, Gabriele Ferrari, il compito di dare un dato che gela la sala: «Un sondaggio Swg ci dava al 27 per cento una settimana fa. Ora siamo al 22». P.Dall.