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Malattie femminili: come curare l'endometriosi

27 aprile 2013, 20:48

Malattie femminili: come curare l'endometriosi

Federica De Masi

L’endometriosi è una malattia benigna che colpisce 3 milioni di donne italiane, ma non tutti sanno dell’esistenza di questa anomalia del corpo femminile. Con lo scopo di far conoscere quali siano i sintomi e quali le cure attualmente disponibili per questa patologia, l’Associazione progetto endometriosi di Parma ha lanciato un nuovo progetto di informazione nelle scuole dal titolo «Comprend-endo». L’iniziativa patrocinata dal Comune, consiste in una serie di incontri informativi, rivolti alle studentesse che frequentano  le classi IV e V delle superiori. Un progetto per le giovani donne di oggi che sta fortemente a cuore delle volontarie dell’Ape, perché fino a poco tempo fa queste informazioni erano difficilmente reperibili. Il primo appuntamento si è svolto nell’Aula Magna del liceo scientifico Marconi dove sono intervenuti due esperti in materia endometriosi: il ginecologo dell’Azienda  ospedaliero universitaria, Alessandro Benegiamo, e la psicoterapeuta Michela Fusi. Sotto la loro guida le ragazze hanno appreso che cos’è l’endometriosi sotto il punto di vista medico, attraverso dei piccoli cenni di anatomia le studentesse hanno approfondito quali parti del corpo questa malattia inficia, ma anche sotto il profilo psicologico, parlando degli stati d’animo con cui fare i conti. L’endometriosi è una patologia complessa per la quale non esistono ancora cure definitive, né percorsi medici di prevenzione per limitarne i danni, proprio per questo motivo è fondamentale fare informazione per creare consapevolezza, come ha affermato una delle volontarie presenti all’incontro, che ha riconosciuto la malattia solo perché un’amica ne era a conoscenza. Infatti, nonostante le statistiche indichino che le diagnosi di questa malattia avvenga tra le donne in età compresa tra i 30 e i 45 anni, l’endometriosi si sviluppa molto prima, in età riproduttiva. A sostenere e a presentare il progetto il vicesindaco, Nicoletta Paci: «Abbiamo ritenuto giusto sostenere le volontarie dell’Ape per il grande lavoro che stanno svolgendo nonostante l’autofinanziamento. E’ un tema poco conosciuto ed è quindi importante colmare questo vuoto offrendo spazi di informazioni soprattutto alle più giovani».