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Parma

Dopo "Nullo" anche "Mirka": decapitata un'altra sagoma. Pizzarotti: "Le lasceremo così per riflettere tutti"

28 aprile 2013, 17:46

Dopo

Dopo l’episodio denunciato ieri anche dal sindaco Federico Pizzarotti, oggi un’altra sagoma della mostra '10 volti per la Liberazione' è stata oggetto a Parma di un grave atto vandalico.  Come successo l’altro ieri alla sagoma che rappresentava il partigiano Domenico Tomasicchio, la scorsa notte ignoti hanno decapitato in un vicolo dell’Oltretorrente, vicolo Santa maria, la sagoma che rappresenta Laura Polizzi, la partigiana 'Mirka'. A denunciare il nuovo atto vandalico il Centro Studi Movimenti. 

«Un nuovo atto di disprezzo – si legge nella nota dell’associazione – Ci sentiamo di lanciare un appello alle istituzioni, alle forze politiche, ai movimenti antifascisti e a tutti i cittadini democratici: è necessario rilanciare una politica della memoria che segni le piazze e le strade delle città, che le riconquisti al reciproco rispetto e tenti di contrastare una deriva rischiosa per la convivenza di tutti noi».

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Federico Pizzarotti, che via Twitter ha scritto: "Anche oggi qualcuno ha oltraggiato la nostra memoria e la nostra città, danneggiando un'altra sagoma. Le lasceremo così per riflettere tutti."

 

Ecco il comunicato inteegrale del Centro Studi movimenti :

Un'altra sagoma della mostra 10 volti per la Liberazione è stata sfregiata:  quella di “Mirka”, Laura Polizzi, partigiana e per molti anni impegnata nell'Anpi. Un altro gesto offensivo che segnala quanto sia fragile quella memoria e quell'idealità che “Mirka” stessa, tenacemente, per tutta la vita ha tentato di far vivere e germogliare, quella della Resistenza e, con essa, la cultura dell'antifascismo. Dopo la sparizione di “Lidia”, Maria Zaccarini, e l'offesa a “Nullo”, Domenico Tomasicchio, denunciamo questo nuovo atto di
disprezzo ma, contemporaneamente, ci sentiamo di lanciare un appello alle istituzioni, alle forze politiche, ai movimenti antifascisti e a tutti i cittadini democratici: non si può continuare a parlare retoricamente di antifascismo e difesa della democrazia nel chiuso di stanze ovattate e lontane da quelle dinamiche di qualunquismo e di revisionismo che, evidentemente, segnano il senso comune dei più; è necessario rilanciare una politica della memoria che segni le piazze e le strade delle città, che le riconquisti al reciproco rispetto e tenti di contrastare una deriva rischiosa per la convivenza di tutti noi.
 

 

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