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Parma

L'Efsa apre le porte ai parmigiani: "Ecco come vigiliamo sul cibo"

28 aprile 2013, 19:17

L'Efsa apre le porte ai parmigiani:

Pierluigi Dallapina
La sicurezza degli alimenti che arrivano sulle tavole di circa 500 milioni di persone in tutta Europa dipende anche dai pareri scientifici forniti dall’Efsa alla Commissione europea.
Per rendere comprensibile ai «profani» il complesso lavoro di studio, analisi e comparazione dei dati svolto dai tecnici, sabato prossimo, 4 maggio,  dalle 15 alle 19, è in programma l’edizione 2013 di «Porte Aperte Efsa», un’iniziativa che permetterà a tutti di entrare liberamente nella sede di viale Piacenza e conoscere meglio l’Authority europea per la sicurezza alimentare.
Sebbene il palazzo dalla caratteristica forma «a punta di formaggio» non possieda laboratori di analisi al proprio interno, negli ultimi anni l’Efsa è stata sempre in prima linea nella lotta alle emergenze alimentari che ciclicamente si sono abbattute su tutto il continente, gettando nel panico intere categorie di consumatori.
Il caso più drammatico è quello della Bse, volgarmente conosciuto come «morbo della mucca pazza», ma non vanno dimenticati la salmonella, le diossine e i composti cancerogeni trovati nei mangimi per animali, il botulino negli alimenti in scatola, gli ormoni della crescita negli alimenti per l’infanzia e, infine, l’escherichia coli che ha fatto diverse vittime in Germania.
Per fare un esempio concreto dei risultati raggiunti dall’Efsa, in collaborazione con la Ue, va ricordato che in cinque anni, dal 2004 al 2009, si sono dimezzati i casi di salmonella (nel 2005 erano stati segnalati circa 200 mila casi), mentre nel 2011 è stato determinante l’apporto dell’Authority per fermare l’infezione di escherichia coli, che nel luglio 2011 colpì sia la Germania che la Francia causando 53 decessi.
Emergenze a parte, il compito dell’Efsa riguarda la sicurezza alimentare a 360 gradi, come ricorda Ana Maria Rincòn, chimica originaria della Spagna, che si occupa di additivi all’interno dell’unità Ingredienti e imballi alimentari.
«E' in corso una nuova fase di analisi di tutti gli additivi autorizzati dalla Ue prima del 2009. Si tratta di oltre 300 sostanze», afferma, prima di ricordare un altro compito estremamente delicato affidato al parere scientifico dell’Authority: pronunciarsi sulla sicurezza dell’aspartame, un edulcorante che ha scatenato un acceso dibattito. «La Commissione europea – spiega – ci ha chiesto espressamente di anticipare le nostre nuove analisi sull'aspartame, in modo da esprimere un parere nel 2013».
Nella sua attività quotidiana, l’Efsa ha un rapporto costante non solo con le altre istituzioni europee, ma anche con il mondo dell’industria. «Le ditte che vogliono immettere sul mercato nuovi additivi, e nuove sostanze in genere, devono informare la Comunità europea, che a sua volta chiede un parere scientifico all’Efsa prima di rilasciare o meno eventuali autorizzazioni».
I pareri emessi dal palazzo di viale Piacenza non sono però immutabili. «La Commissione europea può chiederci sempre nuove informazioni riguardo alla valutazione di una determinata sostanza alla luce delle nuove scoperte scientifiche».
In questo modo, tutto ciò che arriva sulle tavole del Vecchio continente è sottoposto a un processo costante di verifica per certificarne la sicurezza.

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