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Parma

Marconi, gli amarcord degli ex studenti

29 aprile 2013, 01:43

Marconi, gli amarcord degli ex studenti

Vittorio Rotolo
In cinquant’anni, la struttura sarà pure cambiata. Negli arredi, così come nella disposizione delle aule. Ma per chi al liceo scientifico «Marconi» non metteva piede dal giorno della sospirata maturità, accarezzare una parete ad occhi chiusi è sembrato un po’ come tornare a respirare l’atmosfera di una volta. Nell’incontro che ogni anno riunisce i diplomati di mezzo secolo prima, c’è più di una semplice rimpatriata.
È un momento in cui la storia del «Marconi» (che nel 2013 festeggia i suoi 90 anni) si lega al futuro, lanciando un messaggio carico di speranza agli alunni di oggi. «Che non devono mai smettere di guardare alla cultura come ad una precisa regola di vita, ad un imprescindibile strumento per la conoscenza e la formazione personale», sottolinea Isa Guastalla, presidente dell’associazione «Amici del Marconi». Che, nel plesso di via Costituente, insieme al dirigente scolastico Antonio Attanasi, ha accolto una quarantina di ex allievi. «Ogni volta che li vedo ritrovarsi -  afferma la Guastalla -  resto colpita dal loro entusiasmo, che li fa tornare quasi bambini. Li ascolto con attenzione mentre ricordano gli insegnanti, riassaporando una spensieratezza che si finisce con il rimpiangere. Perché la bellezza del periodo trascorso sui banchi di scuola la si apprezza sempre dopo, quando la vita ti assesta botte tremende». I capelli sono ormai grigi ma, a dispetto dell’incedere degli anni, in ognuno di questi ex alunni del «Marconi» lo spirito è rimasto quello del 1963.
 «Ricordo come fosse ieri quella volta in cui, durante l’intervallo, scaraventammo per terra un banco», racconta Fabio Schreiber, oggi docente di Ingegneria informatica al Politecnico di Milano. «Cadde con una violenza tale - prosegue -  da provocare il cedimento dell’intonaco dal soffitto della presidenza, che si trovava al piano inferiore. L’intonaco finì sulla testa del preside, che naturalmente sospese l’intera classe». «Indimenticabile fu però anche una gita a Trieste – interviene un’altra ex allieva, Marialuisa Tosoni, che insegna Informatica industriale al Politecnico di Torino –: arrivammo sotto una pioggia battente e, per giunta, nel bel mezzo di uno sciopero del trasporto locale. Ci relegarono in albergo, ma qualcuno di noi riuscì a sgattaiolare fuori. E ne combinammo davvero di tutti i colori...». 

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