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Spettacoli

Maria Sole Tognazzi: "Riscatto al femminile"

28 aprile 2013, 22:21

Maria Sole Tognazzi:

Lisa Oppici
Margherita Buy non c’è, ha dato forfait all’ultimo per un’indisposizione («È caduta ammalata, mi ha fatto viaggiare sola»), ma il tutto esaurito resta: e alla fine il pubblico è piacevolmente sorpreso dalla verve e dalla simpatia di Maria Sole Tognazzi, arrivata al D’Azeglio ad accompagnare il suo «Viaggio sola». Film sui generis, commedia dolceamara tutta incentrata su un’interessante protagonista femminile: una quarantenne sola, senza marito né figli, contenta di sé e del proprio lavoro, che è curioso. Irene è infatti «l’ospite a sorpresa», l’ispettore in incognito che negli hotel extralusso verifica la rispondenza dei servizi agli standard di qualità. «Tutto è nato dall’idea di raccontare questo stranissimo lavoro, che esiste davvero. Mi sembrava qualcosa di nuovo. E volevo raccontare anche una donna diversa, una figura più contemporanea. Volevo riscattare la figura femminile al cinema: una donna sola, senza marito né figli, e felice così, mi sembrava abbastanza rivoluzionaria», ha spiegato la regista prima della proiezione, intervistata dal critico della «Gazzetta» Filiberto Molossi. A dir poco fondamentale la presenza di Margherita Buy, che offre un’interpretazione doc: «Era tanto che volevo lavorare con lei. Dopo il mio primo film, «Passato prossimo», le avevo sottoposto una sceneggiatura che però lei non accettò. Mi sono ripresentata dieci anni dopo con questo copione e mi ha detto sì. Il nostro - ha raccontato la regista - è stato un rapporto fantastico, mi sono trovata benissimo. Margherita è un’attrice incredibile, capace di passare dalla commedia leggera a momenti più veri e malinconici: ti fa ridere e subito dopo ti fa venire gli occhi lucidi. Di interpreti così ce ne sono veramente poche». Accanto a lei Stefano Accorsi, l’ex compagno divenuto migliore amico di Irene («Margherita e Stefano sono amici nella vita, e questa loro affinità si vede»), e Gianmarco Tognazzi, il cognato di Irene: «Com’è lavorare con tuo fratello? Bellissimo, perché finalmente comandi... E finalmente nessuno ti manda a quel paese: tu gli dici cosa fare e lui deve farlo...». Nell’incontro anche un accenno a Ugo Tognazzi e al suo rapporto con Parma, dove tra l’altro rimase a lungo per la lavorazione di «La tragedia di un uomo ridicolo» di Bertolucci. «Ancora ricordo da piccola la pubblicità del Prosciutto di Parma. Da quando esisto - ha detto Maria Sole Tognazzi - per me Parma è legata a mio padre e al prosciutto».