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Parma

Parte l'inceneritore: presidio dei No termo per bloccare i camion. Ma i rifiuti sono già dentro

28 aprile 2013, 12:53

Parte l'inceneritore: presidio dei No termo per bloccare i camion. Ma i rifiuti sono già dentro

Avvìo con presidio, per l'iceneritore. Dalle prime ore del giorno, a Ugozzolo c'è un presidio dei No termo, che si sono radunati davanti agli ingressi dell'area. Sul posto anche le forze dell'ordine.

Ore 9.10. Ancora non si è visto nessun camion di rifiuti entrare nell'impianto di Ugozzolo. Davanti ai tre ingressi alcune decine di manifestanti attendono l'arrivo dei mezzi, con l'intento dichiarato di cercare pacificamente di non farli entrare. Le forze dell'ordine sono appostate nelle vicinanze. La situazione è calma per il momento. Sul posto non c'è nessun esponente dell'amministrazione comunale.
Ore 10.15. I camion non arriveranno: le 50 tonnellate di rifiuti che bruceranno durante le ore di prova di accensione sono all'interno dell'impianto di Ugozzolo almeno da sabato. I cittadini che erano in protesta stanno smobilitando, così come se ne andranno a breve le forze dell'ordine.

Questa mattina era arrivata anche una nota dell'assessore all'Ambiente Gabriele Folli: "Stamattina, a partire dalle 7.30 funzionari del servizio Ambiente del Comune insieme alla Polizia Municipale sono presenti all'ingresso del Paip per verificare e verbalizzare le procedure connesse all'avvio temporaneo di 50 ore di incenerimento con rifiuti di cui lo stesso Comune ha appreso notizia dalla stampa locale. Non è infatti giunta nessuna comunicazione in tal senso alla data di venerdì 26 aprile né dalla Provincia né dal gestore dell'impianto così come non è stato inviato, seppure sollecitato più volte, il verbale della Conferenza dei Servizi di mercoledì 24 aprile " .

 Parte la differenziata nel Lubiana-San Lazzaro: leggi la cronaca twitter della conferenza stampa

Il giorno dell'inceneritore

 Dopo le prove «a caldo», ma senza rifiuti all'interno, domani (lunedì) sarà la giornata del primo ingresso di «veri» rifiuti all'interno dell'inceneritore di Ugozzolo. La conferenza dei servizi tenuta nei giorni scorsi in Provincia ha infatti deciso che le prove di combustione dei rifiuti saranno proprio domani. E' questa dunque la data fatidica in cui i primi carichi di spazzatura preselezionata entreranno all'interno del perimetro Pai (il Polo ambientale integrato di Ugozzolo) e verranno immessi nei due forni presenti all'interno dell'impianto. Le prove, come stabilito dalla conferenza dei servizi, andranno avanti senza sosta per cinquanta ore: si concluderanno quindi nella giornata del primo maggio, quando i rifiuti cesseranno di alimentare la fiamma dell'inceneritore. Per vedere di nuovo entrare i rifiuti nel termovalorizzatore occorrerà a quel punto attendere fino al 18 maggio......L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma 

GUARNIERI: "NON SI DOVEVA PASSARE SUL CADAVERE DI PIZZAROTTI?"

"Il termovalorizzatore parte in barba alle promesse elettorali del movimento cinque stelle, del sindaco e di Grillo in persona, che aveva promesso che sarebbero dovuti passare sul cadavere di Pizzarotti per far partire l'impianto". Inizia così l'intervento a tema inceneritore di Maria Teresa Guarnieri, consigliere comunale di Altra Politica.

"Solo una cinquantina di persone erano presenti sabato a manifestare - continua Guarnieri -.  Niente Sindaco, forse troppo impegnato a spiegare agli aspiranti sindaci venuti a lezione come fare per rimangiarsi tutte le promesse dopo la campagna elettorale. Niente Vicesindaco e Assessore all'ambiente, pochi del Comitato per la corretta Gestione dei Rifiuti e quasi nessuno dei tanti esponenti politici che in passato hanno cavalcato l'onda politica del no termo. Possibile che ora tutti non abbiano più niente da dire e che in tutti questi mesi di Amministrazione Pizzarotti non si sia trovato il modo di fermare un impianto, il cui arresto era considerato solo questione di volontà politica?" 

"Oggi resta l'amarezza di un dibattito politico finalizzato solo al risultato elettorale e una richiesta di danni da Iren per 28 milioni di euro, che i Parmigiani dovranno  pagare.  I cittadini sapranno valutare quello che è successo e se qualcuno ha tradito la loro fiducia, ma ora occorre che chi amministra passi ai fatti e si preoccupi finalmente di spiegare come saranno eseguiti i controlli sull'impianto  e quale sarà l'impegno concreto del Comune per garantire il rispetto della salute e  per ridurre le tariffe".