Sei in Archivio

Provincia-Emilia

Collecchio con la penna nera

30 aprile 2013, 01:20

Collecchio con la penna nera

Gian Franco Carletti

COLLECCHIO - Il gran cuore degli alpini collecchiesi ha attirato ieri mattina un folto numero di persone che hanno voluto festeggiare le penne nere in occasione dell'annuale adunata.
Rappresentanti di associazioni, autorità civili e militari, tanti cittadini si sono stretti attorno al locale gruppo alpini, al Colliculum Coro e alla Protezione civile, dove gli alpini di Collecchio e Gaiano sono in prima fila.  
La festa è iniziata con l’alzabandiera, eseguito davanti alla baita  mentre il Colliculum Coro,  diretto dal maestro Roberto Fasano, intonava l’inno di Mameli; è proseguita con la deposizione di fiori davanti al monumento agli alpini e davanti alla targa che ricorda i caduti di Nassiriya,
Quindi, su autorizzazione dell’Ana nazionale e della sezione Parma, è stato consegnato il cappello alpino ai «soci aiutanti» Luigi Abbati, Carlo Chiari e Franco Mondelli: un segno di riconoscenza e di ringraziamento per il loro lavoro all'interno dell'associazione.
Dopo che Don Massimo Fava ha celebrato la messa davanti alla Baita, alcuni familiari dei coristi del Colliculum Coro «andati avanti» hanno scoperto una lapide in omaggio e a perenne ricordo di tutti coloro che hanno fatto parte del corale alpino e ora, purtroppo, non sono più fra noi.
L'ha realizzata in terracotta smaltata un alpino collecchiese: Paolo Vescovini ha saputo cogliere in maniera egregia e toccante il significato di questa lapide che in seguito verrà portata nel cimitero di Collecchio e sarà posta vicino a quella che ricorda tutti gli alpini «andati avanti».  
Dalla sede è partito un corteo con alla testa il complesso musicale Città di Collecchio, sempre diretto dal maestro Roberto Fasano: i partecipanti hanno  percorso in sfilata via VIII Marzo, via Montessori, via Carrega, via XXVII Aprile e viale della Libertà, e hanno sostato davanti al monumento ai caduti di tutte le guerre dove è stata posta una corona di alloro.
In piazza della Repubblica il saluto delle autorità.   Significative le parole pronunciate dal capogruppo Maurizio Motti: «portiamo avanti la storia e le gesta dei nostri alpini che hanno dato la vita per la patria. Gli alpini e la protezione Civile ci sono e ci saranno sempre. E saranno sempre al servizio della gente».
Il sindaco Paolo Bianchi ha definito questa giornata di festa «l’occasione ideale per rappresentare i sentimenti di amicizia e vicinanza che legano tutta la nostra comunità al corpo degli alpini, e in particolare alla sezione di Collecchio. Con il loro lavoro le penne nere mettono a disposizione le loro robuste mani e le loro iniziative per il benessere della comunità e la rendono più viva e più bella. Fanno crescere il vero capitale sociale della nostra gente e rappresentano la vera certezza per il nostro futuro».
Quindi Roberto Cacialli, vice presidente della sezione di Parma, ha evidenziato nel «senso del dovere profondo» ciò che distingue gli alpini.
Infine Claudio Magnani, anche lui alpino, che ha fatto da filo conduttore a tutta la festa, ha ricordato gli alpini collecchiesi scomparsi:  «di loro ci resta sempre qualcosa da non dimenticare e che va portato avanti».