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Da Buzzati a Tiziano, quelle opere d'arte da ammirare con le dita

29 aprile 2013, 20:43

Da Buzzati a Tiziano, quelle opere d'arte da ammirare con le dita

Stefano Cacciani

«I problemi più grandi per me sono stati due: imparare l’italiano e passare da un istituto speciale per ciechi e ipovedenti ad una scuola normale come questa. Per fortuna, il rispetto per i disabili qui in Italia è molto più alto che in Russia».

La storia
La storia di Alexander Zmeev, studente 18enne di 3ª C del liceo delle Scienze umane Albertina Sanvitale, arrivato a Parma poco meno di quattro anni fa, è una delle ragioni che hanno portato alla realizzazione della mostra «Guardare con... tatto» organizzata dalla scuola in collaborazione con la sezione di Parma dell’Unione italiana ciechi e con il Centro internazionale del libro parlato: fino all’altro giorno 15 opere tridimensionali erano posizionate nell’aula video della sede centrale di piazzale San Sepolcro, quadri da conoscere ed esplorare con le dita grazie alla descrizione di audio-guide in Mp3. «È stato un progetto pensato sulla base dalle esigenze di un nostro ragazzo - ha spiegato il dirigente Adriano Cappellini - però noi come istituto stiamo lavorando già da anni sulle necessità degli ipovedenti, e poi questa impostazione ci piace molto soprattutto per un discorso complessivo di integrazione scolastica».

Coinvolti 900 ragazzi
Ed infatti, se all’origine c’era la necessità da parte di Alexander di conoscere l’arte, tutte le 33 classi della scuola, quasi 900 ragazzi, hanno avuto la possibilità di confrontarsi con un metodo di apprendimento diverso e di acquisire la consapevolezza delle difficoltà che vive quotidianamente chi non può contare sulla vista. «L’esigenza era esattamente quella di accompagnare Alexander nello studio di storia dell’arte – ha detto Lauretta Vignoli, referente per l’integrazione e la dislessia della Sanvitale – c’era quindi la necessità di trovare del materiale alternativo. Mi sono imbattuta nei quadri tridimensionali tattili qui esposti e abbiamo così pensato di far conoscere a tutta la scuola l’esplorazione di un quadro con le mani».

Il bilancio della mostra
La mostra, che ha raccolto la riproduzione tattile di opere diverse come «I miracoli di Val Morel» di Dino Buzzati o la «Venere e Cupido» di Tiziano, è stata l’occasione per parlare di alcuni dei problemi che Alexander vive ogni giorno.  Tra le difficoltà che una persona non vedente deve affrontare vi sono, ad esempio, quelle legate ai trasporti. «Sono stato a Modena e a Bologna -  ci ha raccontato Alexander -  lì gli autobus hanno microfoni interni per annunciare a che punto ci si trova del percorso e sapere quando scendere, cosa che manca a Parma. Perché ogni tanto mi capita, quando torno a casa, di saltare la mia fermata e di perdermi».  Un buon suggerimento per una miglioria da introdurre anche nella nostra città.