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Quartieri-Frazioni

Donazioni, la grande gioia dell'altruismo

30 aprile 2013, 01:33

Donazioni, la grande gioia dell'altruismo

Chiara Pozzati

OLTRETORRENTE - Ditelo con tartine e bollicine. Ditelo che donare significa regalare la vita. Questo lo spirito dell’aperitivo dedicato ai ragazzi dell’Oltretorrente.
Specialmente ai futuri camici bianchi, riuniti nel Sism (Segretariato italiano studenti di medicina) di Parma. Così, al circolo Arci Zerbini di piazzale Santa Caterina, le associazione del dono si mettono in gioco per coinvolgere e sensibilizzare sempre più i donatori e volontari del domani.
Dall’Associazione italiana per la donazione di organi tessuti e cellule (Aido), all’Avis Università. Poi Adas (Associazione donatori aziendali sangue), Fidas (Federazione italiana associazioni donatori sangue), Adisco (Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale) e Admo (Associazione donatori midollo osseo). Stanno tutti lì, all’interno del circolo culturale, per invitare i giovani a scoprire il mondo della solidarietà che va oltre il dolore.
Per il quinto anno dietro fila la serata si è dimostrata un successo. Coi ragazzi che hanno fatto incetta di depliant, impegno e gratitudine.
Oltre naturalmente di stuzzichini generosamente offerti dai sodalizi. «Questo aperitivo rappresenta il valore del lavoro di squadra – spiega Simona Curti di Aido, che si fa da portavoce delle associazioni -. Siamo tutti qui per spiegare ai giovani il valore della vita. Donare è un gesto di solidarietà e responsabilità e occorre che la cittadinanza si faccia carico di questo messaggio».
Senza contare «che il diritto alla salute appartiene a tutti – aggiunge Federico D’Attilio, al timone del Sism -. Abbiamo organizzato questa serata, rivolta soprattutto ai giovani studenti, per sensibilizzare anche le nuove generazioni».
Poi offre la sua prima diagnosi da futuro medico: «Un paziente informato e solidale è prezioso anche per chi lo cura. A maggior ragione quando donare significa restituire la speranza di vita a chi, purtroppo, ne ha sempre meno».
E del resto non è un mistero che liste d’attesa per i trapianti siano lunghissime e talvolta fatali per tutti coloro che si aggrappano al filo della speranza. Gli studenti si mostrano interessati e incuriositi, la solidarietà è palpabile ma anche divertimento. Il mondo del dono accoglie e abbraccia una buona fetta di studenti oltretorrentini che ne approfittano anche per iscriversi alle associazioni.
Un bel modo per far crescere l’esercito della solidarietà, specialmente in una città come Parma da sempre attenta a tendere la mano verso chi è in difficoltà. «Siamo felici di poter contribuire a diffondere la cultura del dono – conclude D’Attilio – che è sinonimo di vita».