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Le mitiche Bianchi e Legnano: pedali, manubri e tanta passione

30 aprile 2013, 01:26

Le mitiche Bianchi e Legnano: pedali, manubri e tanta passione

Margherita Portelli

LUBIANA - Li accarezza come fossero cuccioli, i suoi telai. Appesi uno in fila all’altro, paiono quasi in ordinata attesa di tornare a nuova vita grazie alla pazienza e alla maestria di chi, da dieci anni, si rifugia in quel garage per autentica passione. Gabriele Bocchi, restauratore e collezionista di bici da corsa d’epoca e socio fondatore dell’Uvp, Unione velocipedistica parmense, quando racconta del suo amore per le due ruote è di una precisione stupefacente e non lascia sfuggire nemmeno un dettaglio. «Tutto cominciò quando per caso decisi di fare restaurare una bicicletta d’epoca di mio padre, circa dieci anni fa – spiega accogliendoci nella sua «tana» nascosta nel quartiere Lubiana -: la diedi a un esperto ed il risultato mi incantò. Era una Maino Balloncina del 1948: più che una bici una vera opera d’arte. Allora c’era la cultura del bello, oggi purtroppo soppiantata da quella dell’usa e butta». Ci possono volere mesi per restaurare una Bianchi o una Legnano: bisogna documentarsi, studiare e cercare, le informazioni come i pezzi di ricambio. «Io quello che so l’ho imparato più o meno tutto da solo, sono un autodidatta – rievoca Bocchi, 46 anni, mentre mostra orgoglioso quello che lui definisce il suo garage «vintage» -: lavoro in un’officina, ma appena posso mi rintano qui: dietro le bici d’epoca c’è un mondo intero». Il suo «laboratorio» è un piccolo museo: foto, pezzi di ricambio di ogni genere (dai cambi alle ampolline per oliare la catena) e gadget vari: un «universo a pedali» costruito in anni di dedizione, curiosando tra i mercatini e non mancando mai a competizioni e manifestazioni dedicate . «Ho sempre avuto una grande passione per la bicicletta – spiega -. Un tempo correvo in mountain bike, ora prendo parte alle gare delle bici d’epoca, dove espongo alcuni miei lavori e, talvolta, pedalo con tanto di vestiario a tema». Forse non tutti lo sanno, ma esiste anche il Giro d’Italia d’epoca: «Inoltre, come Uvp, in giugno organizziamo a Monticelli «La Polverosa» – conclude l’appassionato -, pedalata d’epoca per le colline parmensi «a base di polvere e tortelli»». Un’adunata di inguaribili romantici come il signor Bocchi, insomma: ambasciatori della vera «bellezza in bicicletta».

 

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