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Arte-Cultura

Serata col dialetto all'Indomita

29 aprile 2013, 17:35

Serata col dialetto all'Indomita

Giuseppe Mezzadri

Di recente un vecchio collega, socio del circolo "Indomita" di via Toscana, conoscendo la mia famigliarità con il dialetto scritto e letto, mi ha invitato a presentare una serata organizzata dall’Indomita, in collaborazione con il circolo Filippelli, a ricordo del loro socio-poeta Otello Artoni, scomparso da pochi mesi. Gli sono grato perché ho avuto l’opportunità di conoscere questo poeta dilettante che amava scrivere poesie in vernacolo parmigiano semplici ma ricche di contenuti. Per questo aveva meritato il titolo di "magico Otello". Era conosciuto da tutti i residenti dei quartieri Cortile San Martino e San Leonardo e, da ultimo, anche del quartiere Montanara dove abitava. Amava dire: "Io sono nato e per tanto tempo ho vissuto nella zona del Cristo e ancora oggi sento la nostalgia di quei luoghi".
Otello, ex fabbro e facchino da tempo in pensione, frequentatore assiduo del Circolo Indomita, creava poesie sia allegre che tristi dedicandole a personaggi o a situazioni che sentiva dentro il cuore. Quelle di Artoni non sono "rime alate" ma sono rime che, con grande semplicità, cantano l’amicizia, la solidarietà, l’amore per la nostra città e la nostalgia dei "suoi" posti. Il "Cristo" in particolare. Sono poesie che, in ultima sintesi, cantano ed esaltano i valori migliori delle nostre tradizioni.
Alcuni stralci di esempio. Nella poesia "Al quartér dal Crist" esalta i rapporti umani: ...in via Venésja o in via Triést, /tutti i s'saluton ancòrra adés./ Ment'r adésa tra porti blindädi e difidénsa/ I ne s' conòsson gnanca, tanta génta... In quella "I capanón", spiega come la miseria non impediva l’amicizia: ...Nojetor, i capanón a s'insonjèmma/ anca al giorón d’incó./ Con 'na stansa a piantarén/ mo a s'vrävon tutt bén.../Adésa fra casànt andèmma d’acordi/ cme can e gat./ Il bräghi psädi e i sandol 'd copartón/ j andävon bén par tutti il stagión./ La nostra banca l’éra al Mónt 'd Pietè/ e con di gat i s'àn zlatè...Nella poesia dedicata Paolo Menozzi "Pavlén" racconta la stima per il personaggio, il dialetto e l’importanza di dare buon umore: ...A Pärma tutt i gh' vólon bén/ dai sjor ai povrètt,/ parchè al mantén viv/ al nostor djalètt./ Pavlén con 'na barzlètta e 'na batuda/ al fa stär tutti in saluda...
 La serata per ricordare questo amico poeta è stata organizzata nel modo che egli stesso avrebbe desiderato; in compagnia degli amici, in allegria, con un po' di musica, qualche cantata e alcune delle sue poesie. Ricordo una serata analoga in onore di Pierino Barbieri, musicista e poeta. Bruno Lanfranchi, che aveva letto alcune delle sue poesie, alla mia richiesta di un commento, rispose: "Musica e poesia, il cozi pu béli ch’a se gh' sia".
Anche nella sede della "Corale Verdi", dove si è svolto l’evento, c'era musica e poesia.