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Provincia-Emilia

Fornovo - Dipendenza da alcol: un percorso di recupero insieme alla famiglia

30 aprile 2013, 22:00

Fornovo - Dipendenza da alcol: un percorso di recupero insieme alla famiglia

FORNOVO - Con oggi si chiude il mese della prevenzione alcolica. Iniziative e campagne di sensibilizzazione sui rischi dell’abuso di alcool sono state organizzate a livello nazionale per puntare i riflettori su di un problema sociale che ha visto abbassarsi in modo preoccupante l’età media degli alcolisti, sempre più giovani. Lo sanno bene i familiari che si incontrano regolarmente nei gruppi Al-Anon, per affrontare il percorso parallelo agli alcolisti, ed essere di aiuto a loro, a se stessi e alla famiglia. A Fornovo si danno appuntamento ogni settimana gli Alcolisti Anonimi e i familiari di Al-Anon. Gruppi autonomi e indipendenti da qualsiasi altra associazione, grazie anche all’autonomia economica, garantita dalle offerte libere, che dialogano e si confrontano singolarmente con un obiettivo comune: ricostruirsi una vita normale. Le testimonianze raccolte parlano di questo lavoro di ricostruzione. «Mi chiamo R. e sono un alcolista. Ho iniziato a bere a 12 anni, ero il più piccolo in compagnia, lo vedevo fare da altri e mi faceva sentire più grande. Con il passare del tempo, ho aumentato le occasioni nelle quali ricorrevo all’alcol e bevevo sempre di più fino ad arrivare a bere tutti i giorni. Piano, piano la mia vita era diventata un tutt’uno con la bottiglia, arrivando a trascurare tutto il resto, figli compresi. Non riuscivo a fare nulla nella giornata senza ricorrere all’alcol, fino ad arrivare ad avere problemi in famiglia, sul lavoro, economici e fisici. Ho capito allora di avere un problema e ho chiesto aiuto. Mi sono rivolto ad Alcolisti Anonimi ed ho cercato, un giorno alla volta, di stare lontano dall’alcol; potevo contare sulle esperienze e sulla vicinanza di altri alcolisti, che avevano vissuto le stesse esperienze. Grazie ad un programma di recupero chiamato i “12 Passi”, ho imparato a conoscermi, accettarmi, a cambiare me stesso e la mia vita».
Avere un alcolista in famiglia rompe gli equilibri, cambia le prospettive. Significa soffrire e non avere speranze. «Quando arrivai in Al-Anon - racconta una madre - ero una persona disperata e irragionevole; mio figlio faceva uso di alcol e cocaina, ammalato e squilibrato, con debiti e senza lavoro. Sprofondavo in un caos di sentimenti negativi: paura, rabbia, rancore, chiusura verso gli altri, familiari compresi. Iniziai a frequentare i gruppi con molte riserve e con la convinzione di non trovare una soluzione per un problema grande come il mio. L'accoglienza ricevuta, dopo un periodo di isolamento, la condivisione con gli altri membri e la filosofia di vita contenuta nel nostro programma, mi hanno permesso, un giorno alla volta, di tornare a vivere una vita serena. Ho cambiato atteggiamento nei confronti di mio figlio, ho imparato a trattarlo con amore, rispetto, senza cercare di gestire la sua vita e lasciando a lui responsabilità che credevo fossero mie, ciò, ha portato notevoli benefici nella nostra famiglia».