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Provincia-Emilia

Gli agricoltori nella morsa del maltempo

01 maggio 2013, 00:47

Gli agricoltori nella morsa del maltempo

Cristian Calestani

Dopo la montagna, ora tocca alla Bassa. Non c’è pace per l’agricoltura parmense quest’anno flagellata dal maltempo. La «bomba d’acqua» abbattutasi su un’ampia area della Bassa – dalla periferia Nord di Parma sino alla fascia di territori che va da Sorbolo a Sissa passando per Mezzani, Colorno e Torrile tra il 20 e il 21 aprile - ha messo in ginocchio il settore agricolo proprio in un momento in cui, dinnanzi alle prime giornate di sole, c’era stata una vera e propria corsa alle semine per recuperare il tempo perso in precedenza, sempre a causa del maltempo.
 Le organizzazioni agricole del territorio si sono così ritrovate, a distanza di pochi giorni, a dover iniziare una nuova conta dei danni. A cambiare solo il contesto visto che dall’Appennino si è passati alla Bassa. Nel giro di un’ora – come ricostruito da Matteo Zecca dell’Ufficio tecnico di Confagricoltura Parma e da Marco Tamani, responsabile del servizio sindacale di Coldiretti e vicepresidente della Bonifica Parmense – sono caduti 100 millimetri di pioggia. Un evento meteorico eccezionale e tale da superare la capacità di portata dei canali. Questo ha provocato allagamenti dei terreni agricoli con gravi conseguenze quali asfissia e depositi melmosi per i cereali autunno vernini e foraggiere e un ulteriore ritardo per le normali operazioni colturali primaverili se non addirittura l’impossibilità di seminare e/o trapiantare alcune delle colture più importanti della nostra provincia quali foraggiere, mais, bietole e pomodoro visto che è innanzitutto necessario il deflusso delle acque e il ripristino dello strato fertile del terreno così deturpato nella sua morfologia e struttura».
Questa situazione – hanno spiegato ancora i tecnici – porterà a consistenti riduzioni dei redditi agricoli delle imprese danneggiate in quanto, pur nell’ipotesi di semine tardive, resterebbero comunque compromessi i normali cicli vegetativi delle coltivazioni con rilevanti perdite di raccolto. Oltre ai campi sono state interessate dall’alluvione anche diverse strutture aziendali, in particolare stalle e capannoni. Si tratta di una situazione preoccupante con tempi di scolo inevitabilmente piuttosto lunghi.
Le organizzazioni agricole, dopo essersi subito attivate per dare il massimo aiuto possibile ai loro associati, si sono rivolte anche alla Prefettura e alla Provincia per chiedere la dichiarazione dello stato di emergenza e il pronto stanziamento da parte delle istituzioni di risorse immediatamente disponibili per fronteggiare i danni. Ma, come sta emergendo per i territori colpiti in montagna, anche per i casi della Bassa non sembrano essere disponibili particolari risorse per il ristoro dei danni.