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Economia

Il diritto alla reversibilità

30 aprile 2013, 22:25

Sono divorziata da cinque anni e il mio ex marito, dopo essersi risposato con una cittadina extracomunitaria, è recentemente deceduto. Posso percepire la pensione di reversibilità?
V. B. Parma

Carlo Padovani

Nel caso in cui il pensionato deceduto abbia contratto un nuovo matrimonio dopo la sentenza di divorzio spetta al Tribunale ripartire il trattamento di reversibilità tra il coniuge superstite ed il coniuge divorziato. L’Inps procede infatti alla ripartizione della prestazione a seguito della domanda presentata dagli aventi diritto sulla base di quanto stabilito dal Giudice con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello della notifica del provvedimento stesso.
I trattamenti  previsti dal nostro sistema pensionistico in caso di morte sono due:
? 1) la pensione di reversibilità quando il deceduto era già pensionato;
? 2) la pensione indiretta quando la persona scomparsa era un lavoratore ancora in attività con almeno 15 anni di contributi versati, indipendentemente dall’età, o un minimo di 5 anni, di cui almeno  3 versati nel quinquennio precedente al decesso.

Cumulabilità Per quanto riguarda la cumulabilità con altri redditi, va ricordato che sono sempre in vigore le regole introdotte dalla legge 335/1995 che, dal 1° settembre 1995, ha disposto le seguenti riduzioni:
? meno il 25% dell’importo della pensione, quando il titolare sia in possesso di un reddito superiore a 3 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, calcolato in misura pari a 13 volte l’importo mensile in vigore al 1° gennaio;
? meno il  40% dell’importo di pensione, quando il titolare sia in possesso di un reddito superiore a 4 volte il trattamento minimo sopracitato;
? meno il 50% dell’importo di pensione, se il titolare sia in possesso di un reddito superiore a 5 volte il trattamento minimo calcolato sempre con le stesse modalità.
L’incumulabilità non si applica nel caso in cui siano presenti contitolari.
L’art. 18, comma 5, della legge 111/2011 ha disposto che dal 1° gennaio   2012, sia per le pensioni di reversibilità che di quelle indirette, nell’ipotesi che il coniuge deceduto avesse contratto il matrimonio in un età superiore ai 70 anni e la differenza di età con il coniuge superstite fosse superiore ai 20 anni, l’importo della prestazione viene ridotto. L’abbattimento sarà pari al 10% per ogni anno di matrimonio mancante al decimo. In caso di frazione di anno la riduzione percentuale sarà proporzionalmente rideterminata. Le disposizioni restrittive non si applicano nei casi di presenza di figli di minore età, studenti, ovvero inabili.  Questa norma è stata definita “antibadanti” e ha lo scopo di impedire che matrimoni cosiddetti “di comodo” tra un pensionato anziano e una persona molto più giovane, diano diritto a percepire una pensione di reversibilità pagata per intero.

Quando cessa Il diritto alla pensione ai superstiti cessa nei seguenti casi: per il coniuge qualora contragga nuovo matrimonio ed in questo caso spetta un assegno per una sola volta pari a due annualità della quota di pensione, compresa la tredicesima mensilità, nella misura percepita alla data del nuovo matrimonio; per i figli minori al compimento del 18° anno di età; per i figli studenti di scuola media o professionale quando prestino attività lavorativa, o interrompano o termino gli studi e comunque al compimento del 21° anno di età; per i figli studenti universitari quando prestino attività lavorativa, o interrompano gli studi o terminino gli anni del corso legale di laurea e comunque al compimento del 26° anno di età; per i figli inabili qualora venga meno lo stato di inabilità; per i genitori qualora conseguano altra pensione; per i fratelli e le sorelle qualora conseguano altra pensione, o contraggano matrimonio, o venga meno lo stato di inabilità; per i nipoti minori, equiparati ai figli legittimi, valgono le medesime cause di cessazione dal diritto alla pensione ai superstiti previste per i figli.