Sei in Archivio

Parma

Inceneritore Parma: filtri al camino, il fumo non si vede

30 aprile 2013, 02:57

«Ha preso il via con esito positivo» la prova di accensione dell’inceneritore di Parma, con la «combustione di rifiuti solidi urbani selezionati». Lo comunica la multiutility Iren, confermando le «autorizzazioni ricevute da Iren Ambiente», la controllata che si occupa dell’impianto avversatissimo dal sindaco a 5 Stelle Federico Pizzarotti, che però non è riuscito a bloccarne la partenza.  A manifestare davanti all’inceneritore oggi c'erano una cinquantina di persone, con uno striscione del Collettivo Studentesco e l’avvocato Arrigo Allegri, uno dei due legali che contesta l’impianto e che aveva criticato il sindaco sostenendo che, se davvero volesse, avrebbe i poteri per fermarlo.  I rifiuti per questa fase di prova, spiega Iren, sono stati conferiti «nei giorni scorsi sotto la supervisione degli Enti Controllo che hanno verificato la rispondenza alle prescrizioni autorizzative». Ma i manifestanti si aspettavano oggi l’arrivo del camion dei rifiuti: quando si è saputo che le 50 tonnellate da bruciare erano già all’interno, il presidio si è sciolto senza incidenti. Poco dopo si sono allontanate anche le forze dell’ordine che si erano schierate a controllo dell’ingresso, poi presidiato solo da guardie giurate.  Anche al Comune «non è infatti giunta nessuna comunicazione - fa sapere l’assessore all’ambiente Gabriele Folli – e questo fino a «venerdì 26 aprile nè dalla Provincia nè dal gestore», nè è arrivato, «seppure sollecitato più volte, il verbale della Conferenza dei Servizi di mercoledì 24 aprile».  Il Comune, tagliato fuori dalle comunicazioni istituzionali, ha così mandato oggi all’ingresso dell’impianto funzionari del servizio Ambiente e Polizia municipale, per verificare «le procedure connesse all’avvio temporaneo di 50 ore di incenerimento con rifiuti di cui lo stesso Comune ha appreso notizia dalla stampa locale». Per il Comune, la manifestazione è «assolutamente legittima», sebbene la Giunta sia «chiamata a risolvere la questione nelle sedi istituzionali».  Questa fase di attività dovrebbe concludersi mercoledì, poi nuove verifiche per il via definitivo atteso a meta maggio.

Rimarrà deluso chi passa davanti all’inceneritore di Parma, acceso oggi, aspettandosi di vedere il fumo che esce dal grande camino.  Il fumo, spiegano in sostanza alla multiutility Iren, si vedrà solo nelle giornate di nebbia molto fitta, quando si condenserà. Altrimenti, si avvertirà come oggi solo l'emanazione di calore che, fuoriuscendo, increspa l’aria. E solo avvicinandosi. Nella parte Ovest dell’impianto, dove continuano i lavori, si osservano dai giorni scorsi fumate bianche da sfiati più piccoli, già attribuite a prove di aria compressa (il teleriscaldamento non è ancora in funzione).  Il collettivo Sovescio protesta lo stesso, annunciando che pianterà lì vicino «due piante di kiwi»: «il presidente di Iren, della Provincia, e tutte le figure che hanno fortemente voluto questo impianto – ironizza – saranno ben felici di farsi una bella scorpacciata dei frutti cresciuti con l’aria pulita che l’inceneritore emette».  Iren comunque assicura che «anche in questa fase l’attività di combustione è monitorata dagli Enti di Controllo sia per quanto riguarda le emissioni al camino, sia per la qualità dell’aria attraverso la rete delle quattro centraline di monitoraggio nei comuni di Parma, Colorno, San Polo e Sorbolo».  Rassicurazioni che però non bastano all’associazione scientifica Medici per l’Ambiente (Isde Italia), che esprime «profonda preoccupazione per un avvio affrettato stante la non completa esecuzione dei lavori nel cantiere e la mancata applicazione di alcune prescrizioni». Per Isde, «è indubbio che l’impianto con le sue emissioni andrà ad aggravare il già pesante dissesto ambientale dell’area» e «la salvaguardia della salute viene prima di tutto».