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Economia

La borsa della spesa Brusca frenata dei prezzi: 1,1% ad aprile in città

30 aprile 2013, 14:38

La borsa della spesa Brusca frenata dei prezzi: 1,1% ad aprile in città

a cura di Andrea Violi

L'inflazione frena sempre di più: in Italia è +1,2% ad aprile, il livello più basso dal 2010; a Parma il tasso è +1,1%. A marzo, in città l'inflazione tendenziale era 1,8%. L'inflazione congiunturale (rispetto al mese precedente) segna un valore negativo: - 0,2% in città.
L'Istat spiega come «il forte rallentamento» dell'inflazione ad aprile sia dovuto principalmente al calo registrato per i beni energetici. In effetti anche a Parma il settore Trasporti ha un'inflazione tendenziale pari a zero e una variazione negativa (- 0,4%) rispetto a marzo. A Parma il prezzo del diesel è calato del 3,9% in un anno; quello della benzina è sceso del 4,1%.

I prezzi a Parma, lo ricordiamo, sono rilevati dal Comune con una metodologia fornita dall'Istat e si riferiscono al solo comune capoluogo, non al resto della provincia.

Il tonfo nell'andamento dei prezzi non è uniforme fra le varie voci del bilancio famigliare dei parmigiani. Nel settore Comunicazioni i prezzi, in media, sono scesi del 2,5% rispetto ad aprile 2012, mentre gli alimentari segnano +3,4%.
Come spesso accade, le singole voci del comparto Alimentari conoscono variazioni rilevanti. Qualche esempio: rispetto ad aprile 2012 i prezzi medi dell'olio d'oliva scendono di 8,2%, mentre la frutta fresca o refrigerata segna +11,3%. E' più cara la carne bovina (+5,6%) e suina (+3,6%) mentre quella di pecora e capra diventa più economica (- 2%). Gelati e salse hanno la stessa inflazione tendenziale: +3,3% a Parma. Tè e caffè aumentano di oltre quattro punti percentuali. E il pane? Precisamente +1 per cento. La pasta segna +1,2% annuale, il riso +2,9%.

Salgono con moderazione i prezzi di abbigliamento e calzature (+1,5% tendenziale) e spese per abitazione, acqua ed energia elettrica (+1,6%). Relativamente alta anche l'inflazione del settore Istruzione: +3,3% annuale. 

Tutti i dati sono nell'allegato scaricabile a fondo pagina 

L'INFLAZIONE IN ITALIA AI MINIMI DAL 2010, DIMEZZATA DA NOVEMBRE. Ad aprile l’inflazione crolla in Italia, scendendo all’1,2% dall’1,6% di marzo. Lo rileva l’Istat nelle stime. La crescita dei prezzi al consumo segna così la settima frenata consecutiva. È il tasso più basso da febbraio 2010. L'Istituto spiega come «il forte rallentamento» sia dovuto principalmente al calo registrato per i beni energetici.
La frenata di aprile è stata quindi brusca, segnando un arretramento di 0,4 decimi e portando il tasso indietro di quasi tre anni. Praticamente da novembre del 2012, in soli cinque mesi, l’inflazione si è praticamente dimezzata. Intanto su base mensile l’indice è risultato in aumento dello 0,1%.
Guardando ai diversi settori, l’Istat fa notare come i prezzi dei beni energetici siano diminuiti del 2,0% rispetto a marzo e dello 0,9% su base annua (come non accadeva dal dicembre del 2009).
L'Istituto inoltre evidenzia come l’inflazione acquisita per il 2013 sia pari all’1,0%. Invece l’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scende all’1,2% (era +1,4% a marzo). Sempre secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi Ue (Ipca) aumenta dello 0,3% su base mensile e dell’1,3% su base annua, con una decelerazione di cinque decimi di punto percentuale rispetto al valore registrato a marzo (+1,8%).
Analizzando i diversi capitoli di spesa, su base annua, i maggiori tassi di crescita si registrano per istruzione (+2,9%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,7%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+2,4%), mentre i prezzi delle comunicazioni e dei trasporti risultano in flessione (rispettivamente -2,5% e -0,2%).
Guardando ai singoli prodotti, spiccano il rialzo tendenziale registrato per la frutta fresca (+8,1% sull'anno) e quello congiunturale rilevato per il trasporto marittimo passeggeri (+8,8% sul mese).

PESA MENO IL CARRELLO DELLA SPESA DEGLI ITALIANI. Ad aprile i prezzi dei prodotti acquistati con più frequenza dai consumatori (dal cibo ai carburanti), segnano una nuova frenata, rincarando solo dell’1,5% su base annua, un tasso superiore all’inflazione (1,2%), ma che risulta in forte rallentamento rispetto a marzo (2,0%). Rispetto a sette mesi prima il ritmo di crescita si è così ridotto di ben due terzi.

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