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Parma

Litigi e botte tra gli eredi di Verdi

30 aprile 2013, 11:37

Litigi e botte tra gli eredi di Verdi

Luca Pelagatti

Chissà cosa direbbe il Maestro. Lui, proverbialmente burbero e parsimonioso al limite dello sparagnino, se si trovasse ad alzare la bacchetta per dirigere la cacofonica babele  esplosa intorno alla sua eredità, forse scuoterebbe l’altera testa barbuta.  E siederebbe silenzioso a comporre l’ultima opera. Più amara e cupa del Macbeth.
E d’altra parte questa storia del melodramma ha tutti gli ingredienti: una sontuosa villa di cinquanta e passa stanze  tra gli olmi e i fossi della Bassa, una famiglia divisa, il bisticcio che di colpo esplode in violenza come il recitativo si impenna in un Do di petto. E su tutto lui, il Cigno di Busseto,  di cui ricorre proprio quest’anno il bicentenario. E mai ricorrenza ha visto celebrazione più sofferta.
Anche  perché, come spesso accade, tutto nasce da un lutto: la scomparsa del notaio Alberto Carrara Verdi, discendente del Maestro,  avvenuta nel 2001. «E’ particolarmente amaro – ammette Emanuela Carrara Verdi, una delle figlie del notaio. – Mio padre è morto nel centenario della morte. Ora ricorre il bicentenario della nascita e la situazione è deflagrata». Con strascichi giudiziari, sentenze di condanna, accuse reciproche e tanta amarezza. «Eppure fino a che mio padre è stato in vita la nostra è stata una esistenza felice, fatta di concordia e armonia».  ....L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola