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Provincia-Emilia

Sala Baganza - Alluvionati, cresce la rabbia

30 aprile 2013, 21:59

Sala Baganza - Alluvionati, cresce la rabbia

SALA BAGANZA - In questi giorni di maltempo, con piogge intense e durature, ritornano gli incubi vissuti 2 anni fa, quando nel giugno del 2011 il salese è stato sommerso di acqua e fango.
Il coordinatore del comitato alluvionati 11 giugno, Nicola Luberto, non usa parole leggere «il primo pensiero è di solidarietà e vicinanza alle ennesime famiglie colpite e danneggiate da frane, inondazioni e allagamenti sparsi su tutto il territorio provinciale - ha affermato Luberto -. Ma anche di indignazione nell’ascoltare la solita retorica ipocrita di politici e amministratori che sono i maggiori responsabili della cattiva gestione del territorio: «Non ci sono soldi, eventi eccezionali, cambiamenti climatici, clima impazzito», si dice. Nella consapevolezza di essere degli impuniti, questi signori non hanno un minimo senso di vergogna, quando si fanno fotografare affranti davanti alle tragedie vissute dalla gente che con queste calamità rischiano di perdere tutto, esprimendo il loro sostegno e la loro vicinanza». Luberto parla di mancanza di prevenzione.
«Se prevenire è meglio che curare, allora andavano puliti i fossi, i canali di scolo, non permettere di costruire in modo scellerato in territori con presenza storica di frane, fare cioè quello che è il compito primario di chi amministra il bene comune, una minima prevenzione che potesse contribuire a mitigare i danni e non devastare il territorio». Luberto non lascia molto spazio alla speranza.
«Volevamo ricordare alle famiglie coinvolte in questi disastri, sia di montagna che di pianura, che non si facessero illusioni da false promesse che non verranno mantenute, appena si spegneranno i riflettori della stampa, si resta soli con la propria disperazione, anzi con il tempo si viene vissuti come un fastidioso problema. Nonostante la stima di diversi milioni di danni, un signore morto travolto da acqua e fango, gli alluvionati di Sala Baganza, Collecchio e Fornovo dal giugno 2011 ad oggi non hanno ricevuto neanche un centesimo, nessuna agevolazione fiscale, detrazione di qualsiasi genere, come sospensione dei mutui, ticket sanitari ecc., come è successo in altri territori alluvionati o terremotati, perché - ha sottolineato Luberto- per incapacità politica nel gestire la fase di emergenza e la poca vicinanza ai propri cittadini, gli amministratori comunali, provinciali e regionali, non si sono battuti affondo  per costringere il governo ad emettere la dichiarazione di stato di calamità naturale, che è il solo strumento che può permettere di sperare in risarcimenti dei danni subiti». C. P.