Sei in Archivio

Parma

Vandalismi ai "Volti per la Liberazione": il commento dell'assessore Ferraris

30 aprile 2013, 21:58

Comunicato stampa del Comune: l'assessore Ferraris interviene sui vandalismi ai danni dei "Volti per la Liberazione"

Quando accadono fatti incresciosi come quelli ripetuti nei confronti delle sagome di alcuni dei partigiani scelti per la mostra diffusa “10 volti per la Liberazione” molte sono le possibili reazioni.
Noi come amministrazione comunale che ha fortemente scelto di sostenere questo tipo di progetto come coraggioso tentativo di aprire un dibattito al di fuori degli ambienti protetti di conservazione della memoria della Resistenza scegliamo di credere nella validità della proposta e di affrontarne gli esiti in forma attiva. Abbiamo voluto essere pubblicamente a fianco della prima sagoma decapitata e imbrattata, quella di Nullo, come condanna forte, seppur non esasperata, di gesti, che non possono troppo semplicisticamente essere archiviati come atto vandalico, specchio di tempi nei quali la degenerazione del rispetto del bene pubblico si è ormai imposta. L’impoverimento della crescita culturale di una città passa anche attraverso questa sistematizzazione rassicurante di fatti che consideriamo inaccettabili, dove scendere più nel dettaglio, approfondire potrebbe essere scomodo, addirittura rischioso, di certo faticoso. Noi crediamo invece che la memoria richieda sempre un confronto diretto con il suo tempo, perché vive e si costruisce attraverso ognuno di noi, le nostre scelte, le nostre responsabilità, chi vogliamo essere nella storia e nei confronti della storia.
Per questo anche oggi, dopo che molti altri eventi hanno contraddistinto il progetto del Centro Studi Movimenti, compresa l’emergenza di una rete spontanea di azioni di cittadini a protezione e vicinanza, anche affettiva, alle sagome, ma ancor più al loro significato, interveniamo anche noi, con un gesto simbolico. Per il rispetto dovuto ai molti famigliari che si sono resi disponibili a condividere la loro memoria privata, riconoscendone il pubblico valore, per un dolore di fondo, anche personale, nel vedere uomini e donne, che usarono testa e cuore per la nostra libertà di esprimerci, privati del volto, ma soprattutto per rinnovare lo stimolo alla riflessione collettiva. Scegliamo un gesto di “cura” da unire agli interventi dei tanti che hanno ricostruito i pezzi mancanti della mostra diffusa.
Il volto di Nullo diventano frammenti di specchio. Ognuno di noi potrà così nel riflesso spezzato, guardandosi, ricostruire se lo vorrà il valore di una memoria, che ha bisogno di noi per non essere dispersa. L’unico vero danno, irreparabile, sarebbe la scelta, magari disattenta, di un oblio indifferente.


Dott.ssa Laura Maria Ferraris