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Musica

Band di città - Unabomber

01 maggio 2013, 14:09

Band di città - Unabomber

Margherita Portelli

Fanno musica «da duri», ma la voce grossa e il nome da cronaca nera che si sono scelti non basta a trasformarli in spaventosi cavalieri oscuri della scena musicale locale.  Gli Unabomber - esplosiva formazione hardcore parmigiana - rimangono un manipolo di amici dalla risata facile che come molti altri, da ragazzini, sognavano di fare le rockstar, e che ora, un po’ più grandicelli (l’età media è 27 anni), continuano a vedersi ogni giovedì sera e - imbracciati microfoni e strumenti – si ostinano a fare quello che li fa sognare. La loro storia è breve, ma, come spesso accade, i trascorsi sono fondamentali: gli Unabomber    nascono nel 2009 dalle ceneri di un altro gruppo, i Water on wheels: «Io suono da quando avevo 16 anni – accenna Francesco Buia, voce e chitarra -: da quando, cioè, incominciai ad appassionarmi alla musica, a quei tempi si andava al “Mariano Lupo” e la musica era un modo per gridare le proprie idee al mondo». Qualche anno dopo, il frontman ha incontrato Manuel Tramalloni e Filippo Ferrari, che insieme ad un altro ex compagno di suonate (oggi non più nella band) volevano ripartire con un nuovo gruppo: «Prima facevamo punk, ma nel 2009 decidemmo di ricominciare “indurendo” un po’ il genere – raccontano -. L’anno scorso, poi, si è unito al gruppo anche l’attuale batterista, Andrea (Puglia, ndr.)». Il nome della band? Presto detto: Francesco, che da sempre coltiva una passione per i gialli e le storie di serial killer, voleva qualcosa che fosse d’impatto. «Nel 2011 è uscito il nostro primo ep, e un altro dovrebbe uscire dopo l’estate» spiegano. Nel frattempo, i “bombaroli” della musica targata Parma si dividono fra alcuni localini di città e provincia (come McQueen, Positiva e Brombolito), e si concedono qualche esibizione fuori città (Padova, Comacchio, Casalmaggiore). Collezionano ricordi su e giù dai palchi, come quella volta che Manuel arrivò talmente in ritardo ad un live da salire sul palco alla penultima canzone: «O come quella volta in cui il basso volò giù dal palco» aggiungono sghignazzando. «Per noi l’essenziale è divertirci e far divertire chi viene ai nostri concerti – aggiungono -. Nel giro delle band hardcore a Parma ci conosciamo più o meno tutti e andiamo d’accordo». Gli Unabomber sono un tabaccaio, uno studente di Fisica, un elettricista e un impiegato in un’azienda di meccanica con la passione per la fotografia. Niente di più variegato, insomma, e il mix, com’è facile intuire, è deflagrante. Per gustarsi un live come si deve bisognerà aspettare giugno, quando gli Unabomber saliranno sul palco del McQueen. Ultimamente hanno rallentato il ritmo delle esibizioni perché si stanno concentrando sull’ultimazione dell’album autoprodotto: «Trovare un’etichetta sarebbe meraviglioso, anche se non siamo gente che amerebbe doversi «piegare» alle imposizioni – concordano -. Un grande sogno sarebbe quello di poterci esibire, un giorno, in una città come Berlino o New York. In Italia non stiamo vivendo un bel periodo musicalmente».
Per ora, meglio cantarci su: e se i decibel sono esagerati, tanto meglio.

Chi sono
L'identità dei «bombaroli»
Curiosi di scoprire l’identità di chi si cela dietro la band dal nome che più incendiario non si può? Eccoli: Francesco «Showa» Buia ha 27 anni, suona la chitarra e canta; Andrea «Cyber» Puglia, batterista   è arrivato    lo scorso maggio; Manuel «Manu» Tramalloni, seconda chitarra, è anche l’addetto ai cori; Filippo «Philo» Ferrari, in ultimo, si dà da fare con il basso. Il loro ep s’intitola «Alcool, ride, bitch and fight».
La curiosità
Il batterista che suona  il basso
Amano la musica, e questo è sufficiente. Il loro genere è influenzato da gruppi del panorama hardcore  come Agnostic Front, Sick of it All, Dropkick Murphys, 7 seconds, Converge e Norma Jean, ma ognuno di essi   ha gusti che spaziano oltre il genere. Il batterista Andrea Puglia  suona anche il basso in un gruppo punk: gli Smokey Punch. «Sono un polistrumentista innamorato della musica» dice.