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Parma

La crisi sbarca anche alla Villetta

01 maggio 2013, 18:59

Monica Tiezzi

Al momento ci sono tre cappelle di famiglia, un avello a terra e una tomba nel colonnato: le sepolture, alla Villetta e a Valera, di cui alcuni privati vogliono disfarsi.

Tecnicamente non si può parlare di vendita (vietata dal regolamento nazionale di polizia mortuaria e dal regolamento comunale per i servizi cimiteriali, per evitare rischi di speculazione), ma di «retrocessione o rinunce di concessioni di sepolture private». Ma il succo è quello: i beni vengono messi all'asta e, se c'è un compratore, il Comune riprende - e poi riconcede all'acquirente - il suolo dato in concessione (per 99 anni rinnovabili per altri 99), il privato incassa i soldi della concessione «restituita» e del «manufatto», ossia della tomba. A Reggio Emilia, con un'operazione poco ortodossa, hanno persino permesso ai privati di mettere il cartellino «vendesi» sulle tombe o sugli appezzamenti dati in concessione, con tanto di cellulare. Alla Villetta tutto avviene secondo le regole: con più trasparenza e più tatto. Ci sono i cartelli di Ade, ben visibili, che spiegano nel dettaglio le caratteristiche dell'«immobile». Chiamatela, se volete, valorizzazione del patrimonio immobiliare. Una delle tante facce di un Paese alla disperata ricerca di risorse.

Non sono solo i privati a vendere. Ad Ade hanno fatto un accurato censimento delle tombe abbandonate e, dopo un lungo iter burocratico, nel 2011 hanno messo all'asta 30 sepolcri lasciati preda di erbacce e rampicanti, cercando anche di porre un rimedio a un problema di incuria. Non tutti sono stati «riconcessi», ma la società ha comunque recuperato 300 mila euro. A tre privati, che avevano messo a disposizione altrettante sepolture, sono andati complessivamente 175 mila euro. Ora si sta procedendo all'assegnazione diretta delle tombe rimaste disponibili e negli ultimi mesi ne sono state riconcesse due. Attualmente, spiega Enrico Zilioli, responsabile dell'amministrazione di Ade, le sepolture disponibili sono 22: cinque di privati, 17 abbandonate. 

Ma trovare acquirenti non è semplice. Prendiamo ad esempio le tombe di famiglie, tutte messe in vendita dagli eredi dei defunti. «Persone che spesso non hanno più alcun legame con Parma, per le quali la tomba non ha più valore affettivo, ma significa solo alti costi di manutenzione», dice Zilioli. La bella cappella Gatti-Silvestri, nella galleria sud della Villetta, ha 14 posti-salma disponibili, ma anche un imponente monumento di marmo bianco di Carrara sormontato da un angelo con i bassorilievi di quattro membri della famiglia. Chi la acquistasse dovrebbe tenerlo, perchè la scultura è sotto la tutela della Sovrintendenza e il solo manufatto è valutato (dall'apposita commissione tecnico-artistica nominata dal direttore generale di Ade) 118 mila euro sui 154 mila euro che rappresentano la base d'asta. Lo stesso vale per la neoclassica cappella Gherardi, eretta nel 1850 nella galleria nord: 20 posti, 245 mila euro di base d'asta, tutela della sovrintendenza. Non è un caso se, per le due cappelle, sono andate deserte le precedenti aste del 2008 e del 2011. Costi decisamente più contenuti - e minori vincoli - per le tradizionali sepolture a terra: circa sei-settemila euro a posto (sepolcri singoli, per coppie e via fino ad otto posti), a meno che la lapide non abbia un particolare valore, secondo le indicazioni della commissione tecnico-artistica.

I prezzi: da poco più di cinquemila fino a 82 mila euro. Lapidi al miglior offerente Dall'alto in senso orario: una tomba con il cartello che avverte che il sepolcro è stato messo all'asta; la neoclassica cappella Gherardi; due vedute della Villetta; la cappella Gatti-Silvestri con la monumentale scultura in marmo bianco. La «vendita» (tecnicamente «retrocessione o rinunce di concessioni di sepolture private») delle tombe abbandonate, o di privati che vogliono liberarsene, è iniziata nel 2006 con la prima asta effettuata dal Comune. E' seguita un'asta nel 2008, e altre due nel 2011. Ora le sepolture vengono assegnate direttamente.

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