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Parma

La vendetta della montagna

02 maggio 2013, 20:18

Bruno Agostini

Egregio direttore,
purtroppo è triste ammetterlo ma la verità è che la montagna si è vendicata per l’abbandono in cui è stata lasciata. La causa di ciò che sta succedendo è la poca avvedutezza di chi ha occupato e occupa posti direttivi e di comando. Da bambino sentivo parlare in casa dell’Onorevole Micheli che con lungimiranza sollecitava la costruzione di una strada di fondovalle in Val d’Enza. Quella strada avrebbe consentito la nascita di nuove attività produttive che avrebbero portato lavoro nelle nostre valli, i caseifici non avrebbero chiuso e si sarebbe continuato a produrre il Parmigiano Reggiano di montagna, il più apprezzato. Ricordo inoltre che appena la pioggia arrivava, i contadini provvedevano a regimentare le acque, a convogliarle nei fossi, tenuti sempre sgombri, in modo che non causasse danni. Ma ora i contadini sono pochi e quelli rimasti sono per lo più anziani. Ai nostri dirigenti voglio ricordare il proverbio «Meglio prevenire che curare», ma ora abbiamo solo danni e che danni!!

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