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508 RXH, l'ibrido diesel affascina. Ma è caro

03 maggio 2013, 14:30

508 RXH, l'ibrido diesel affascina. Ma è caro

Meglio elettrica? Meglio a gasolio? Meglio, secondo Peugeot, ibrida diesel. La 508 RXH è l’unica crosswagon in commercio che sperimenti i vantaggi di due tecnologie in evoluzione, la propulsione termo-elettrica e la ricerca turbodiesel. Soluzione, un motore elettrico da 37 Cv innestato sul 2.0 HDi 163 Cv, che rientra in ogni caso nel quadro di un’auto come 508 che del costruttore racchiude know-how e buon gusto.
Un solo modello, molteplici volti. Quello, candido, del mezzo di trasporto ecosostenibile, che consuma poco (15 km/l misurati a fine prova) e inquina anche meno. Quello, «macho», della all road, dall’aspetto in verità adatto più a una serata di gala che non a una scampagnata per i boschi. Quello, infine, del «robot» atterrato dal futuro, dal concentrato di innovazione che solo passione e competenza possono apprezzare sino all’ultimo «chip».
Cintura in metallo grigio satinato a rivestire il perimetro inferiore, stacco da terra superiore di 5 cm (18,4 in tutto): cattura l’attenzione, l’aspetto fuoristradistico. Richiamano invece l’idea di avanguardia la griglia anteriore a mo’ di fauci spalancate e i tre «artigli» di Led agli estremi del frontale. Lussuosa l’esperienza di bordo, con l’elettronica che ci solleva da regolazione sedile, stretching lombare (funzione automassaggiante) e apertura vano bagagli (423 litri senza vincoli architettonici). Lo spazio abbonda, eccezionale inoltre il grado di luminosità che filtra dal tetto panoramico. Delude, semmai, il pozzetto nascosto sotto il bracciolo centrale, meno profondo delle promesse.
 Motore termico, dunque, agganciato alle ruote anteriori, supporto elettrico collegato all’asse posteriore. Il manettino sul tunnel centrale offre quattro opzioni di guida: in «Auto» il programma alterna gasolio (marcia ordinaria) e flusso elettrico (partenze, accelerazioni, etc.), mentre in modalità «ZEV» (Zero Emission Vehicle), spesso non reperibile (servono batterie cariche al 50% e andatura sotto i 60 km/h), lavora solo l’elettrico. Percorrenza a cilindri «muti» circoscritta, nella realtà, a 1 km e spiccioli. In posizione «4WD» funzionano ambedue i motori in parallelo, «Sport» infine per movimentare il cambio automatico con paddles al volante (fissi al piantone, scomodi in curva), sentire sotto i polpastrelli lo sterzo irrigidirsi e svegliare un «sistemone» da 200 Cv (teorici).
Il silenzio surreale che accompagna il passaggio di una RXH in meditazione ZEV rapisce i passanti più di un 12 cilindri. Assetto di quelli dolci, vacanzieri: come si conviene a un’auto a vocazione familiar-autostradale, con l’asso nella manica per le incursioni in Ztl. Da abituarsi al freno motore, più intenso del solito. Ma quel che si perde di scorrevolezza, lo si recupera al primo affondo sul gas. Uscita il maggio scorso, l’odierna ammiraglia del Leone non ha fatto proseliti. L’elevato costo delle batterie non depone a suo favore: il gap con la SW oltrepassa i 9.000 euro (43.500 euro).

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