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Parma

Gerd Meier, il signore dei cavalli Addio a un grande dell'equitazione

04 maggio 2013, 01:34

Gerd Meier, il signore dei cavalli Addio a un grande dell'equitazione

 In silenzio, quasi non volesse creare imbarazzo o eccessiva tristezza, Gerd il gigante buono, se n’è andato. Lo ha fatto così come ha affrontato la vita, con una discrezione rara, un’onestà fuori da ogni immaginazione, con una forza d’animo e serenità disarmante. Sia come uomo, che come tecnico, a chi ha avuto la fortuna d’incontrarlo, ha dato tanto per non dire tutto, senza tuttavia pretendere nulla in cambio, né riconoscimenti personali né gloria, nonostante una rara professionalità vissuta sempre stringendo le redini di un cavallo o le mani della moglie, Brigitte, e dei suoi splendidi tre figli, Annabel, Geraldine e Thore.  Gerd era fatto così; all’io anteponeva sempre il noi, all’egoismo preferiva di gran lunga l’umiltà, alla furbizia o se preferite la scaltrezza tipica dell’ambiente degli istruttori si dissociava con il suo animo puro e cristallino, come quello di un bambino. Uomo che ha vissuto la propria vita come punto di riferimento di una famiglia bella e perfetta, cavaliere di ottimo livello e tecnico dalle risorse infinite ha dispensato con generosità il suo sapere nelle tre nazioni in cui ha vissuto; in Germania dove è nato, in Olanda dove ha svolto la sua carriera di cavaliere vincendo, con Kasimir, il suo cavallo di punta, anche il prestigioso Gran Premio Europa  di Aquisgrana e l’Italia, dove ha esercitato il suo lavoro di tecnico e preparatore soprattutto dei cavalli giovani, la sua vera passione. Inizia la carriera sportiva tirando di boxe e la finisce sellando fior di campioni.

A Gerd, tra l'altro, va riconosciuto il merito di aver scoperto il giovane talento di Treffer e di averlo preparato per la sua carriera internazionale. Dopo solo un anno di affiatamento nel 1984 Gerd Meier presentò il giovane stallone di otto anni, Abgarxx X Vubanta, al suo primo concorso internazionale di Leiden, Paesi Bassi , ottenendo un ottimo  risultato nel Gran Premio e vincendo la categoria della «puissance» passando il muro a 210 cm. L'ottima perfomance di Gerd e Treffer, ottenuta a Leiden, permise al binomio di competere nel circuito della Volvo World Cup ad Amsterdam. Qualificatosi per la finale il binomio si piazzò settimo. Il Principe consorte Bernardo, promotore del N.O.P. (fondazione del cavallo olimpico dei Paesi Bassi) presente alla manifestazione, si congratulò direttamente con lui per l'ottima prestazione con un giovane cavallo di soli otto anni e conferì a Treffer l'appellativo di Olympic. Primo riconoscimento dato dal N.O.P.  ad un cavallo da salto ostacoli. Negli anni seguenti il binomio rafforzò la loro posizione in campo internazionale partecipando a numerosi shows ottenendo dei risultati prestigiosi e dando la possibilità a Treffer di partecipare alle Olimpiadi di Seul nel 1988. Le strade di Gerd e Treffer si ricongiunsero pochi anni dopo quando Gerd fu chiamato come istruttore di Giuseppe Rolli all'Allevamento San Michele, di Felino, dove Treffer era in servizio come riproduttore. Anni vissuti insieme ed intensamente, Gerd decide che Parma  diventerà la sua casa. Collabora anche con la Federazione come tecnico dei Pony, con passione ed entusiasmo anche se uno con il suo curriculum poteva anche ambire a posti più elevati, lui è contento di quello che ha e non chiede mai qualcosa di più, non alza mai la voce ma dall’alba al tramonto si dedica con amore ai cavalli. E lo fa fino all’ultimo ed anche quando la malattia si presenta come ostacolo invalicabile, lui non perde il sorriso né la forza di essere sempre fedele a se stesso e se ne va nel fragoroso silenzio di un applauso immaginario.  
 

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