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Parma

L'abbraccio di Borgotaro al Divino Maestro

03 maggio 2013, 23:43

L'abbraccio di Borgotaro al Divino Maestro

 Franco Brugnoli
Un omaggio, doveroso e sentito, che l’intera comunità borgotarese, a trent’anni dalla scomparsa, ha voluto tributare a Bruno Raschi, un personaggio, verso il quale è davvero grande la riconoscenza.   Raschi è stato un vero pilastro nel mondo del giornalismo sportivo e  ha lasciato una testimonianza ed un esempio, davvero eccezionali. Doti che sono state celebrate nel corso di una importante manifestazione, articolatasi in diversi momenti, a Borgotaro.
Il primo atto della giornata ha visto la visita alla tomba del «Divino Maestro» (così lo chiamavano i colleghi dell’epoca) al cimitero di Borgotaro. Qui il sindaco Diego Rossi, ponendo un mazzo di fiori sulla tomba di Raschi, ha salutato i presenti e  ha spiegato, anticipando i vari appuntamenti, il significato della giornata.
Si è passati poi nella Chiesa di Sant’Antonino Martire, ove è stata officiata una funzione per ricordare Raschi. All’omelìa, il celebrante ha focalizzato la figura del giornalista, soprattutto sotto l’aspetto umano: «Le persone grandi - ha detto monsignor Busi - sono spesso le più semplici e le più umili».
Il terzo appuntamento si è svolto a Palazzo Tardiani, sede della Comunità Montana Ovest, ove è stata presentata, a cura dell’associazione di ricerche storiche valtaresi «Emmanueli», la ristampa del libro di Raschi, «Ronda di Notte» (storie, personaggi e fiabe del Giro e del Tour). Il libro è stato ristampato con la collaborazione del giornalista Beppe Conti, che ha curato anche la nuova prefazione.
All’incontro sono intervenuti, oltre a Conti, che ha ricordato come  Raschi fosse «un poeta e un oratore sopraffino, prestato allo sport e al ciclismo», i giornalisti Marco Pastonesi (Gazzetta dello Sport), Claudio Rinaldi (caporedattore della Gazzetta di Parma) e   Gianfranco Bellè (già caposervizio della Gazzetta di Parma), l’arbitro Alberto Michelotti, il vicepresidente della Provincia ed ex sindaco  Pier Luigi Ferrari e il sindaco. Tra il pubblico vi erano anche nomi noti del ciclismo, come Imerio Massignan, e Luciano Armani.
«Ronda di notte – ha spiegato Conti - era innanzitutto una rubrica che Raschi aveva ideato, prima per «Tuttosport» (ove era iniziata la sua carriera) e poi per la «Gazzetta dello Sport». E’ divenuta poi una splendida raccolta di suoi scritti, che, a distanza di mezzo secolo, rendono l’idea di quanto fossero incantevoli la sua prosa ed il suo modo di esprimersi».
Tra gli interventi, significativo è stato quello di Pastonesi: «Noi andiamo regolarmente in archivio  a rileggere gli articoli di Raschi per imparare  come si scriveva di ciclismo. Probabilmente Raschi – ha aggiunto   - se entrasse oggi alla Gazzetta dello Sport non la riconoscerebbe più. Della vecchia “rosea” non vi è più nulla».
Pier Luigi Ferrari, nel parlare di Raschi, ha pure ricordato la figura di un altro giornalista della «Gazzetta dello Sport», Luciano Micconi, assente per indisposizione, il quale si è sempre dato da fare per organizzare   manifestazioni in ricordo di Raschi.  Anche Michelotti, Bellè e Rinaldi hanno portato la loro testimonianza su questo grande della penna. «Io sono sempre stato, fin da bambino, - ha detto Claudio Rinaldi - un lettore fedelissimo della Gazzetta dello Sport e dei pezzi di Bruno Raschi. Penso sia nata proprio così la mia vocazione di fare il giornalista».
E poi, nel corso dell’incontro, attesissima, è arrivata Anna Raschi, sorella di Bruno, la quale, commossa ha preso atto della grande testimonianza di affetto che Borgotaro ha voluto rivolgere al fratello.
Alla fine, in Municipio, proprio all’ingresso della sala consiliare, è stato inaugurato il busto in bronzo, realizzato dallo scultore Giovanni Costella, raffigurante  Raschi.
Il sindaco ha evidenziato che l’opera è stata realizzata grazie alla sensibilità di Luigi e Tarcisio Persegona (ditta «Tre Colli»), che hanno sponsorizzato la realizzazione del bronzo.