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Parma

Fondazione Banca Monte alla ricerca di una nuova sede istituzionale

04 maggio 2013, 23:07

Fondazione Banca Monte alla ricerca di una nuova sede istituzionale

A.A.A., nuova sede cercasi con urgenza: si potrebbe sintetizzare così la ricerca di una nuova collocazione che ormai da diverso tempo impegna la  Fondazione Banca Monte Parma.
L'istituzione, infatti, è ancora ospitata a Palazzo Sanvitale, sua sede storica, che però è diventata di proprietà di Intesa Sanpaolo dopo che la stessa Fondazione, due anni fa, ha venduto all'istituto milanese la maggioranza azionaria di Banca Monte.  Da quel momento, nel 2011, la Fondazione è rimasta nello storico palazzo nel centro cittadino pagando però un affitto alla nuova proprietà. Già a settembre del 2011, pochi mesi dopo l'acquisizione,  Intesa Sanpaolo ha però manifestato l'intenzione di tornare in possesso dei locali di Palazzo Sanvitale in uso alla Fondazione che ha quindi iniziato la ricerca di una nuova sede, sempre però nell'ambito del centro storico e in una collocazione comunque di prestigio per salvaguardare anche le proprietà artistiche della Fondazione stessa, oggi presieduta da Roberto Delsignore.
Ma trovare una nuova sede non è facile. La Fondazione avrebbe dovuto andarsene da Palazzo Sanvitale il 31 dicembre scorso, ma poi ha  ottenuto una proroga fino al 30 aprile scorso. Una data trascorsa da pochi giorni senza che però l'istituzione cittadina abbia ancora trovato un nuovo luogo nel quale potersi installare.  Il problema è che, nonostante le numerose opportunità vagliate dal Cda, finora non si è trovata un'alternativa in grado di soddisfare le esigenze di Fondazione Banca Monte.  L'obiettivo dichiarato è infatti quello  di collocarsi in un altro immobile nel pieno del centro città, preferibilmente vicino anche ai percorsi turistico-culturali di visita dei musei, in quanto la Fondazione ospita il museo «Amedeo Bocchi»,  e  a breve ne dovrebbe aprire un altro dedicato al pittore Renato Vernizzi. Fra le ipotesi prese in considerazione c'è anche quella di un acquisto e non di un ulteriore affitto, allo scopo di incrementare il proprio patrimonio, ma nonostante gli edifici presi in considerazione siano stati già tanti, una soluzione definitiva e soddisfacente non è ancora stata trovata.  Fra le possibilità che erano state indicate c'era anche quella dell'affitto  dal Comune di un piano del palazzo del Governatore, ma il bando emesso dal commissario Ciclosi è stato poi ritirato dalla giunta Pizzarotti. Anche Palazzo Marchi, in strada della Repubblica, era un'ipotesi, ma gli spazi non sono risultati adeguati alle necessità. A quanto sembra, fra le scelte prese in considerazione al momento ci sono una parte del complesso di San Paolo (che però richiederebbe un restauro importante), il palazzo dell'ex Intendenza di Finanza di via Garibaldi (che era  destinato alla nuova sede del comando dei carabinieri, un'ipotesi che però si è per ora arenata) e  l’ex sede della Banca d’Italia in via Farini. Non è però esclusa anche la possibilità di traslocare nel palazzo della banca in via Cavour, ormai quasi svuotato di uffici. Ma per ora nessuna decisione è stata ancora presa.

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