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Addio ad Agnese, la vedova di Borsellino

05 maggio 2013, 14:47

Addio ad Agnese, la vedova di Borsellino

E' morta, a Palermo, Agnese Piraino Leto, vedova del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nel 1992.
La signora Borsellino era ammalata da tempo.

Agnese Piraino Leto, figlia del presidente del tribunale di Palermo Angelo, si era sposata con Paolo Borsellino, allora giovane magistrato, il 23 dicembre 1968. Da loro matrimonio sono nati tre figli: Lucia, 44 anni, che oggi ricopre l’incarico di assessore regionale alla Sanità, Manfredi, 41 anni, attuale dirigente del commissariato di polizia di Cefalù, e Fiammetta, di 40.
La vedova Borsellino, che era malata da tempo, ha sempre tenuto un atteggiamento di grande riserbo insieme ai figli, limitandosi a presenziare a poche cerimonie pubbliche in ricordo del marito. Solo in occasione delle udienze del processo per la strage di via D’Amelio aveva riferito le confidenze e le preoccupazioni del marito alla vigilia dell’attentato del 19 luglio 1992.

La vedova Borsellino, 71 anni, non aveva mai rinunciato a testimoniare il proprio impegno nella lotta alla mafia e nella ricerca della verità sull'uccisione del marito. Proprio in questi giorni è iniziato a Caltanissetta il quarto filone processuale sull'attentato.
Agnese Piraino Leto, che già era stata sentita durante la fase istruttoria, era indicata fra i testimoni principali del dibattimento. Aveva tra l’altro riferito sulle inquietudini del coniuge che si erano accentuate dopo la strage di Capaci nella quale vennero uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta. I funerali si svolgeranno domani a Palermo.
  

«E' morta Agnese. È andata a raggiungere Paolo. Adesso saprà la verita» sulla sua morte». Con queste parole Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio del '92, ha dato, attraverso Facebook, la notizia della morte della cognata.
E proprio la battaglia per conoscere la verita» sull'eccidio di via D’Amelio, che ha ancora tanti lati oscuri, ha impegnato la vedova del giudice nei suoi ultimi anni di vita. Citata a deporre nell’ultimo processo per la strage, in corso a Caltanissetta, avrebbe dovuto ripetere in aula le confidenze ricevute dal marito poco tempo prima di morire. «Paolo mi accennò che c'era una trattativa tra la mafia e lo Stato. – ha raccontato ai pm la vedova – Dopo la strage di Capaci mi disse che c'era un colloquio tra mafia e pezzi infedeli dello Stato». La donna parlò di un Borsellino «sconvolto» mentre le rivelava di avere saputo che l’ex capo del Ros, Antonio Subranni, era «punciuto» (uomo d’onore, ndr).
«Paolo mi disse – ha raccontato la donna – 'mi ucciderà la mafia ma solo quando altri glielo consentirannò». I verbali dei suoi interrogatori sono stati acquisiti anche al processo al generale dei carabinieri Mario Mori. La malattia le impedi» di essere presente in aula a ripetere quelle parole.

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