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Parma

Club dei 27, Otello arriva da Cremona

05 maggio 2013, 20:29

Club dei 27, Otello arriva da Cremona

 Al Gruppo appassionati verdiani Club dei 27 entrano in scena due nuovi soci, che assumono i titoli di Stiffelio ed Otello. 

Consapevoli della pesante eredità che si trovano a ricevere, in quanto subentranti a due membri storici dell'associazione quali Silvio Fontana e Pio Pellacini, ad oltre quattro mesi dalla scomparsi di quest'ultimi, rispettato il periodo di lutto previsto dallo statuto sociale, Aldo Usberti e Massimo Galli sono stati chiamati a far parte del sodalizio verdiano, assumendo rispettivamente il titolo di Stiffelio ed Otello.
Durante la caratteristica cerimonia dell'investitura, i neo soci si sono ufficialmente impegnati ad onorare la memoria del Sommo Maestro, contribuendo a diffondere la conoscenza della sua vita e delle sue opere specialmente nei confronti delle giovani generazioni.
Aldo Usberti (Stiffelio), pensionato bancario con la passione per la cultura musicale e teatrale, frequenta il nostro Teatro Regio da mezzo secolo, dopo avervi fatto la comparsa da studente. 
Quando il padre ed il fratello ascoltavano le opere alla radio, le dolci melodie si diffondevano non solo nell'ambiente domestico ma anche nelle sue vene, dove tuttora scorrono piacevolmente. 
Nominato Cavaliere al merito della Repubblica proprio per il suo impegno in campo culturale, fu dirigente del Teatro Pezzani, ed approda al Club dei 27 con rinnovato vigore forte dell'esperienza acquisita sul campo, ansioso di mettersi a disposizione per avvicinare i giovani all'universo verdiano.
Massimo Galli (Otello), di professione notaio in quel di Cremona, deve la sua passione alla costante partecipazione alle anteprime per gli studenti che il Teatro Regio organizzava negli anni settanta: in particolare ricorda che la prima opera alla quale assistette fu «Il Cordovano» di Petrassi. Anche nelle orecchie di Galli risuonavano le melodie liriche in famiglia, quando il genitore, pur non recandosi spesso a teatro, sintonizzava la radio sulle opere che allora venivano trasmesse con maggior assiduità rispetto ai tempi attuali. Abituale frequentatore anche del Teatro alla Scala, è inoltre appassionato e studioso di storia della Chiesa e di Parma, nonché fautore dell'associazione di cultura storica Alessandro Farnese che ha  sede nella nostra città.